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Caos Livorno, la pazienza è finita: Mazzarani se ne va, Rubino furioso. E tra i soci e Spinelli è finito l'idillio

A dieci giorni dalla chiusura del calciomercato il ds amaranto non può ancora operare per la mancata sostituzione della fideiussione. L'ad Silvio Aimo sarebbe pronto a dimettersi se oggi non si dovesse sbloccare la situazione. E intanto saluta anche l'ex fantasista del Catania

La pazienza è finita, le prese in giro pure, i giochi sottobanco anche. Ma fino a quando qualcuno non scoprirà la carte o le lancerà sul tavolo lasciando la partita, il Livorno rimarrà ostaggio di una situazione societaria allucinante. Che, senza doverne ripercorrere ogni volta quattro mesi e mezzo di disastri, ad oggi è più drammatica che mai. E con una squadra che dopo un intero girone d'andata si trova a un punto dalla retrocessione diretta in serie D, una rosa impoverita da una partenza dietro l'altra e un mercato in entrata bloccato dalla mancata sostituzione della fideiussione.

 Livorno, Mazzarani saluta: "Squadra e tifosi nel mio cuore, ma non potevo più aspettare. In società il caos"

Operazione, questa, che sarebbe stata stoppata dall'ex presidente Aldo Spinelli, non più disponibile a garantire il 25% del fido da 750mila euro preparato dai "piemontesi" (Aimo, Casella e Presta) con Vittoria assicurazioni. O meglio, per Spinelli ne basterebbe uno da 400mila euro, insufficiente però a fare mercato se non con prestiti di giocatori pagati dalle altre squadre in modo tale da non far aumentare il monte ingaggi.  

Una condanna a morte sicura, inaccettabile anche per quei soci che non sarebbero più disposti a sottostare alle mosse di Spinelli ma che, tuttavia, non sono in grado di garantire da soli una fideiussione da 750mila euro senza l'impegno economico dell'imprenditore genovese. Sarebbero però pronti a dimettersi e a lasciare le proprie quote all'ex presidente, o almeno lo sarebbe l'amministratore delegato Silvio Aimo, il più attivo nel cercare una soluzione senza finora tuttavia essere riuscito a convincere Spinelli a garantire quanto necessario per liberare il direttore sportivo sul mercato e provare a compiere un miracolo. 

Livorno, la fideiussione non c'è ancora: senza acquisti e quattro partenze, la retrocessione è la sola garanzia

E proprio il ds Raffaele Rubino, così come Nelso Ricci, sarebbe il più infuriato di tutta la situazione societaria. Comprensibile dopo aver speso faccia ed energie per convincere qualcuno a venire a Livorno, vestire la maglia amaranto e dare l'anima per salvare la squadra. Tempo perso senza la fideiussione, con la mortificazione di dover chiudere cessioni su cessioni e veder partire definitivamente anche il giocatore dal quale sarebbe potuta e dovuta ripartire la rivoluzione.

Ovvero Andrea Mazzarani, il fantasista ex Catania che dalla scorsa estate aveva sposato la maglia amaranto senza poi poterla mai indossare. Ieri, martedì 19 gennaio, il giocatore ha definitivamente salutato gli ex "compagni" in cerca di una società che possa dargli un minimo di garanzie e magari una squadra dove giocare. Almeno per la società, non ci vorrà molto.

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