Caos Livorno, fideiussione bloccata dalla guerra tra soci. Salvetti: "Ora fuori i soldi, poi risolvete le vostre questioni"

I soci di Banca Cerea non si presentano al cda e chiedono al presidente di rinunciare alla prelazione sul 34% delle quote promesse a Mariani per versare le garanzie alla Lega. "Si continua a parlare e a non mettere liquidi nelle casse del Livorno. Senza quel milione e 800mila euro martedì si può anche chiudere"

I discorsi sono sempre gli stessi, i fatti pure per quanto cambino di minuto in minuto. La fideiussione da un milione non è ancora stata presentata, aumenti di capitale non ce ne sono stati e degli 870mila euro che servono da qui alla fine di ottobre nelle casse del Livorno non ne è entrato neanche uno. Con i soliti rimbalzi di accuse e responsabilità che ormai hanno stancato anche i più tenaci tifosi. Alle 13 di sabato 10 ottobre, ovvero a meno di due giorni dalla scadenza che intanto dirà con quale squadra il Livorno scenderà in campo fino al mercato di gennaio, la situazione era questa. Con il presidente in carica, Rosettano Navarra, uscito dal cda, disertato dagli altri soci, per parlare con i tifosi che attendevano chiarimenti davanti all'Hotel Palazzo.

Caos Livorno, tempo scaduto per salvare la società: dentro chi mette i soldi, fuori gli altri 

Navarra: "Se entro lunedì non ci sono i soldi si può anche chiudere"

"Ragazzi - ha spiegato il presidente - la situazione è sempre la stessa. Io posso muovermi legalmente per cercare di avere la maggioranza, ma senza il cda come si fa a convocare l'assemblea dei soci e chiedere un aumento di capitale? Ho anche un accordo per le quote di Ferretti, che si è dimostrato un signore, ma senza Aimo non arrivo ad avere la maggioranza e quest'ultimo, che fino a ieri mi garantiva di votare con me, ha nuovamente cambiato idea".

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"La fideiussione? Sono pronto a obbligarmi, per il mio 20%, anche con Banca Cerea, ma stamani mi hanno detto che non la faranno per oltre 650mila euro e capite bene che così non serve a niente, neppure a garantire i nuovi giocatori. Ci vuole da un milione e servono altri 870mila euro per tutte le scadenze cui adempiere da qui a fine mese. Se lunedì non ci sono questi soldi si può anche chiudere. La squadra andrebbe avanti a sconfitte e punti di penalizzazione, ma di cosa stiamo parlando".

Salvetti: "Trovate un accordo per fideiussione e pagamenti, poi risolvete le vostre vicende"

Presente anche il sindaco di Livorno, Luca Salvetti, che sta cercando di fare da intermediario tra soggetti che non si parlano. "Tutti questi intrecci andranno avanti e ognuno si assumerà le proprie responsabilità - le parole del sindaco davanti ai tifosi e al presidente -. Noi però abbiamo la necessità che entro 36 ore siano assolti gli impegni economici e che questa squadra rimanga tale con i dovuti rinforzi. Senza questi impegni, non ci saranno i nuovi giocatori e neppure gli stessi di cui dispone adesso, oltre a subire punti di penalizzazione". 

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"Per questo - ha concluso il sindaco - chiediamo a Navarra, ai soci e a Spinelli che ognuno in queste 36 ore adempia a a queste situazioni. Dopodiché, da società privata, vi giocherete quote e maggioranza nella maniera che riterrete più opportuna. Però, il tutto dovrà essere fatto con una squadra che deve avere un'essenza e la possibilità di giocarsi il campionato". "Per far sì che succeda però devono esserci ugualmente due condizioni - la chiosa di Navarra -: oltre alla fideiussione, servono anche gli altri 870mila euro, altrimenti siamo punto e a capo". 

Fideiussione, scadenze e quote: le questioni aperte e i nodi da sciogliere

Lasciandoli invece un secondo da parte quegli 870mila euro, la prima questione da risolvere è dunque la fideiussione. Servono circa 920mila euro e, alle 13 di oggi, Navarra era disposto a impegnarsi anche con CereaBanca pur di sbloccare la situazione. Fideiussione che, tuttavia, l'istituto veneto verserebbe di appena 650mila euro, non garantendo quindi per i nuovi arrivi ancora in attesa di tesseramento (per loro potrebbe impegnarsi il solo Navarra), e a patto comunque che il presidente in carica rinunci al diritto di prelazione sul 34% delle quote di Casella già promesse con un preliminare di vendita a Danilo Mariani (Gruppo Carrano). Richieste assurde quando la preoccupazione dovrebbe intanto essere quella di assicurare una squadra decente all'allenatore Alessandro Dal Canto, costretto a mandare in campo sempre gli stessi elementi e in panchina meno gente dei posti a sedere.

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