eSports Serie B, il Livorno di Mastrodonato protagonista nel campionato virtuale: "Un onore difendere i colori amaranto"

Il 35enne di Ceriano Laghetto rappresenta Luci e compagni nel torneo BeSports organizzato dalla Lega B: "Grande responsabilità rappresentare un club così importante"

Tre vittorie, cinque pareggi e due sconfitte. Questo, fin qui, il ruolino di marcia del Livorno impegnato nel BeSports, il campionato virtuale promosso dalla Lega B durante queste settimane di pausa forzata a causa dell'emergenza Coronavirus. A guidare gli amaranto Carlo Mastrodonato, 35 enne di Ceriano Laghetto (provincia di Monza) con la passione di PES, il noto videogioco che ospita i match di questo particolare torneo. Redattore per Panini nella vita, Carlo, che si alternerà con Roberto Morganti ai comandi della formazione di Luci e compagni, ha deciso di portare in giro per l'Italia la maglia del Livorno, seppur virtualmente. Con buoni risultati, almeno fin qui, con la sua squadra, decima in classifica, che può vantare il miglior attacco del torneo.

Mastrodonato: "Avventura affascinante, grande responsabilità rappresentare il Livorno"

Contattato telefonicamente dalla redazione di LivornoToday, Carlo ha svelato retroscena ed emozioni di questa particolare esperienza.

Ciao Carlo. Come è nata questa possibilità?
"Sono stati fatti dei tornei di qualificazione, prima per la Serie A e poi per la B. Io ho partecipato a quattro di questi tornei per la A, perdendo per due volte in finale. Questo mi ha fatto pensare di essere pronto per giocare a buoni livelli. Le squadre avevano poi la possibilità di ingaggiare alcuni giocatori senza passare dai tornei. Tramite il responsabile della comunicazione del Livorno, Paolo Nacarlo, sono riuscito a mettermi in contatto con il responsabile marketing del club amaranto, Fabio Discalzi: la società ha deciso di puntare su di me come persona e come giocatore".

La tua è una passione per i videogiochi in generale oppure soltanto per quelli calcistici?
"Per i videogiochi in generale, ma a livello competitivo solamente a Pes, anche perché col lavoro e una figlia di nemmeno un anno il tempo libero è limitato. È una passione che porto avanti ormai da diversi anni, fin da quando ero piccolo. Adesso ho voluto cimentarmi in questa nuova sfida".

Fra l'altro con buoni risultati, almeno fin qui.
"Sì, direi ottimi, oltre le aspettative. Anche perché non avevo mai insistito prima d'ora a gareggiare a livello competitivo, anche per mancanza di tempo. Prima lavoravo per un'agenzia che fa cronache per eventi sportivi ed ero impegnato soprattutto la sera e nel weekend, mentre da quando ho iniziato a lavorare per la Panini, nel fine settimana sono un po' più libero. Per ora il campionato sta andando bene, peccato per le ultime due sconfitte subite dal mio compagno che ci hanno fatto perdere qualche posizione. Abbiamo comunque il miglior attacco e il capocannoniere del torneo".

Chi è il capocannoniere? Per curiosità…
"Mazzeo, che ha fatto già fatto 20 reti. So che nella realtà tutto il Livorno in generale e lui in particolare hanno avuto una stagione sfortunata. Qui invece sta andando alla grande: ha segnato più lui da solo che buona parte delle altre squadre. Spero di poterlo ringraziare di persona, ma nel frattempo ho contattato il capitano Andrea Luci, che mi ha mandato il suo sostegno e quello di tutta la squadra".

Hai detto che i risultati ottenuti stanno andando oltre le aspettative. Qual era il tuo obiettivo iniziale?
"Il mio obiettivo era quello di misurarmi con i migliori giocatori d'Italia per dimostrare a me stesso di poterci stare, a quel livello. Giocando online sapevo di essere un buon giocatore, spesso ho affrontato alcuni dei più famosi, ma un evento come questo comporta maggiori pressioni e rappresentare un club importante come il Livorno è una grande responsabilità. Di fronte ci sono avversari molto forti, ad esempio il giocatore del Pisa sarà uno dei quattro componenti del team azzurro ai prossimi europei".

A proposito, saprai bene della rivalità esistente tra Livorno e Pisa, come affronterai quella partita? Ci sarà un pizzico di pressione e responsabilità in più?
"La pressione è sempre altissima, chiaramente so che per la città quella partita è speciale. Non mi piace però parlare di rivalità, perché giocherò contro un ragazzo come me e tengo moltissimo alla sportività e al fair play. In fin dei conti, come si dice in questi casi, le partite valgono tutte lo stesso numero di punti".

Le partite del campionato BeSports sono visibili?
"Sì, si trovano tutte sul canale YouTube della Lega Serie B. Anche i social ufficiali della Lega B riportano risultati, classifiche, riassunti, gol e migliori giocate, accompagnando il campionato in corso".

Gli sport virtuali possono essere considerati una vera e propria disciplina?
"Penso di essere un buon esempio a riguardo, avendo provato entrambe le cose. Ho giocato per tanti anni a calcio, sono stato anche nel settore giovanile del Saronno quando il club era in Serie C ed aveva Preziosi come presidente. Adesso gioco a calcio a cinque a livello amatoriale, ma ho sempre fatto sport fisico. Ovviamente tra gli sport virtuali e quelli tradizionali c'è differenza, sono due cose diverse: qui non c'è il gesto atletico, ma la pressione è la stessa. È uno sport di testa. Parlando di discipline olimpiche, lo paragonerei al tiro a segno con la pistola: ci vuole mente lucida e mano ferma. Sono convinto che questa attività andrà a crescere: la mia è soltanto la prima generazione di giocatori. Diverse società stanno iniziando a spingere in questa direzione, con numeri che sono in costante crescita anche per quanto riguarda il merchandising. Negli Stati Uniti e in Cina ci sono competizioni di questo tipo che vengono seguite da migliaia di persone nei palazzetti. In Italia siamo solamente all'inizio, diciamo che noi siamo i pionieri. È ancora tutto da scoprire, stiamo facendo adesso i primi passi".

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