Livorno Calcio

Caos Livorno, la società prova a iscriversi ma il sindaco nega lo stadio: "Impossibile fare accordi con soggetti morosi"

Scaduti i termini per presentare la richiesta di iscrizione al campionato: tra i requisiti necessari era richiesta la disponibilità di un campo che al momento non c'è. Salvetti: "Nulla è cambiato rispetto a un mese fa"

Servirà ancora qualche giorno, poco meno di una settimana, per capire quale sarà il futuro della As Livorno calcio. Perché se è vero che alle 18 di oggi, giovedì 22 luglio, scadevano i termini per presentare la richiesta di ammissione al campionato di serie D e che la società, come conferma il responsabile amministrazione finanza e controllo Pier Paolo Gherlone, ha presentato la documentazione minima necessaria per l'iscrizione, tra i requisiti indispensabili per ottenere l'ok dalla Federazione c'è la questione campo di gioco.

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E già qui sorgono i problemi, perché l'As Livorno ha indicato lo stadio comunale Armando Picchi, ma il sindaco Salvetti non intende concederlo a un "soggetto debitore che non rispetta gli impegni". Ecco dunque che l'iscrizione resta sub iudice fino a quando, entro il prossimo 28 luglio, non saranno sul tavolo degli organi competenti anche la documentazione integrativa e il saldo di quanto dovuto (circa 600mila euro). A quel punto non saranno possibili altri rinvii e se l'amministrazione comunale manterrà ferma l'intenzione di non rinnovare la concessione all'As Livorno, Spinelli e i piemontesi dovranno aver già trovato un altro campo per disputare la stagione 2021/2022.

Gherlone: "Lo stadio? Il sindaco dica se il problema è amministrativo o politico"

Non ne è del tutto convinto Gherlone, che non ipotizza soluzioni con altri campi di gioco ma insiste: "Il Livorno giocherà nel suo stadio, non è il Borgorosso. I debiti con il Comune sono stati saldati - assicura-, la società sarà risanata e se adesso il sindaco non vuole dare lo stadio al Livorno dica se è un problema amministrativo o politico. Vuole parlare soltanto con un nuovo soggetto? Benissimo, che ce lo trovi lui, siamo ben disponibili a farci da parte. Se lo trova in settimana evitiamo anche di versare 250mila euro per completare l'iscrizione. Adesso ci sono le condizioni per vendere la società, che ci portino qualcuno".

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Salvetti: "Impossibile per legge instaurare accordi con soggetti debitori"

Di diverso avviso il sindaco Luca Salvetti che spiega i motivi per cui il Comune non vuole, e soprattutto non potrebbe, concedere il Picchi all'As Livorno. "Nulla è cambiato da un mese a questa parte e la posizione dell'amministrazione comunale sullo stadio rimane quella che ha portato al procedimento di decadenza - dice Salvetti in un comunicato -. Spinelli e gli altri soci hanno deciso di iscrivere la squadra? È nelle loro facoltà e hanno pieno diritto di farlo. Dopo l'iscrizione si vuol riaprire un dialogo con il Comune? Ci portino il nuovo assetto societario, il piano economico finanziario, il budget per la parte sportiva e dei giovani, il progetto tecnico e le garanzie per i lavoratori dipendenti, a quel punto ci potremmo sedere al tavolo per riparlare dello stadio".

"Al momento attuale - prosegue il sindaco - l'As Livorno non ha pagato le proprie pendenze, il Comune rientrerà di ciò che deve avere grazie alla fideiussione, che ricordo non è un metodo di pagamento ma una garanzia da utilizzare quando siamo di fronte ad un soggetto debitore che non rispetta gli impegni presi. Il Comune, per legge, non può instaurare accordi di nessun tipo con chi è moroso o lo è stato e non è affidabile nell'ambito di convenzioni che instaurano diritti ma anche doveri".

"Tutta la città è su questa lunghezza d'onda - conclude Salvetti -, voltare pagina per tornare a vivere la propria passione in tranquillità e con il sorriso sul volto, anche sopportando di ripartire da categorie non consone al blasone del Livorno. Questa posizione dell'amministrazione è nell'interesse di tutti i tifosi amaranto ed ha fondamento anche nelle normative che regolano gli atti di un ente pubblico".

Posizione effettivamente sostenuta dai tifosi che, a conferma delle passate contestazioni alla società, fin dalle prime ore del pomeriggio di oggi sostenevano la linea intrapresa poi dal sindaco. A costo anche di rischiare il fallimento, ormai non più uno spavento per una tifoseria che non intende più sopportare questa situazione. 

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