Venerdì, 30 Luglio 2021
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Caos Livorno, Navarra: "Situazione drammatica, 5 giorni per evitare il baratro. Senza fideiussione è l'inizio della fine"

Il presidente amaranto in carica: "Lunedì scadono i termini, non posso presentarla da solo. Servono soldi da buttare nella società, non le chiacchiere. Se le cose dovessero andare male porterò i libri in tribunale, ma significherebbe fallimento"

"La situazione è drammatica, siamo alla curva finale. Se venerdì o sabato non c'è questo pezzo di carta (la fideiussione, ndr), è l'inizio della fine. C'è il rischio di andare in campo fino a gennaio con questi pochi giocatori che sono già allo stremo. E poi ci sono tutte le altre scadenza da onorare, con il rischio penalizzazioni: servono soldi da mettere nel Livorno, basta chiacchiere e giochetti". A dirlo a LivornoToday è il presidente del Livorno in carica, Rosettano Navarra, tre giorni dopo aver vuotato il sacco davanti a tifosi, prima, e giornalisti dopo. Inutile tornare a sabato scorso e alle accuse nei confronti di Banca Cerea e del suo presidente, nonché alle pesanti critiche alla famiglia Spinelli. Meglio, seppure col magone, guardare al prossimo di sabato, 9 ottobre, giorno in cui è fissato il consiglio di amministrazione, e al lunedì successivo, termine ultimo per la fideiussione da un milione di euro che permetterebbe di contrattualizzare sei giocatori fondamentali fosse anche solo per fare numero. Garanzia bancaria che, se non dovesse venire depositata o dovesse essere respinta dalla Lega, significherebbe "l'inizio della fine". 

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Presidente, immagino l'idea di depositare la fideiussione al 50% con Spinelli sia ormai tramontata?
"Fino a sabato forse l'avrebbe pure fatto, come mi aveva detto. Poi deve essersi offeso per la conferenza dove in realtà ho anche riconosciuto i meriti di Spinelli. Adesso non mi risponde neanche al telefono. Ma qui non si tratta di offendersi e trovare pretesti esattamente come fa il presidente di CereaBanca, così si distrugge il Livorno".

E lei non sarebbe disponibile a garantire da solo un milione di euro?
"Il problema non è neanche accollarsi una fideiussione che la banca mi ha preparato in tre ore, è che sarebbe assurdo farlo da solo. Ci mancherebbe anche che le cose andassero male e lasciassi un milione di euro a questi signori. Potrei ancora arrivare a un 50%, impegnandomi con qualcun altro, ma non certamente da solo, altrimenti lo avrei già fatto. Non possono pretendere che la faccia io col 21% e che ho già messo i soldi. Dicono di averla già pronta? Che la tirino fuori, ma non a chiacchiere".

Con questi presupposti che cda dobbiamo aspettarci?
"Come ho detto in conferenza, seguirò tutti i passaggi legali per arrivare alla maggioranza, attraverso il cda e l'assemblea dei soci. La società ha bisogno di soldi: ci sono delle scadenze che vanno onorate. Se questi non ci mettono i soldi e non ripianano il capitale, dovranno naturalmente scendere di quote. A quel punto ripiano io e vado avanti. Ma se devo mettere un milione di garanzia e poi le cose dovessero andare male, oltre al danno ci sarebbe anche la beffa". 

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Torna nuovamente sulla fideiussione...
"Sì perché qui non si è capito che la situazione è drammatica. Lunedì si decidono le sorti del Livorno. Se venerdì o sabato non c'è quel pezzo di carta, è l'inizio della fine. Non voglio neanche pensare come arriveremmo a metà campionato con questa squadra che, in una situazione del genere e in numero ridotto, va solo elogiata per quanto sta facendo".

E se dovesse andare male? Se fosse l'inizio della fine? O se non si riuscisse a ottenere l'aumento di capitale?
"Non lo so, non voglio pensarci. Non so cosa mi consentirà la legge, ma io vado in tribunale, in procura. Di certo questi fatti non li farò finire così. Ma a quel punto avremmo già perso, non io che non mi arrendo e non mi arrenderò, ma la città che avrebbe perso una squadra. Ognuno deve fare la propria parte, il 'dopo' è una guerra persa".

Mettiamo in conto anche il fallimento: sarebbe disponibile, sempre che consentito, a ripartire forse dalla serie D?
"Sarebbe disastroso anche solo pensarlo. Volevo rientrare nel calcio dopo 15 anni, prendere il Livorno un anno fa in serie B e ci ritroviamo in serie C con tutti questi problemi. Non mi pare proprio il momento di pensare a una ricostruzione dall'Eccellenza o dalla serie D".

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