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Caos Livorno, Sicrea sul gruppo Carrano: "Non ha ancora pagato le nostre quote, restano 48 ore"

Situazione paradossale in casa amaranto: chi dovrebbe proporre l'aumento di capitale non è ancora proprietario di quel 34% che rischia di rimanere nelle mani di Casella e Cornaglia: "Mercoledì 25 scadono i termini per il pagamento e ancora non si è visto un euro"

Di soldi, il gruppo Carrano ne avrebbe promessi tanti. Da qui a sganciare qualche quattrino, tuttavia, ce ne passa. E dunque, oltre a quello dovuti ai giocatori e alla Lega, ecco che a 48 ore dalla scadenza per diventare effettivamente proprietari del 34% la stessa Sicrea Costruzioni Srl fa sapere di non aver ancora ricevuto il pagamento per il riscatto delle quote sulle quali il gruppo Carrano si era impegnato con un preliminare d'acquisto, in data 9 ottobre, divenuto effettivo il 19 dopo che nessuno dei soci del Livorno calcio aveva esercitato il diritto di prelazione. A chiarire la situazione è Angelo Cornaglia, rappresentante di Sicrea (la società il cui amministratore delegato risponde al nome di Umberto Casella) che tornerebbe così socio di maggioranza qualora entro le 23.59 di mercoledì 25 novembre il gruppo Carrano non dovesse onorare la scadenza. Giorno in cui, tra l'altro, il presidente Heller, il dg Mariani e lo stesso ad Carrano hanno promesso un aumento di capitale da 3 milioni di euro.

"Sto seguendo le vicende del Livorno calcio almeno fino a quando non saremo pagati - racconta Cornaglia a LivornoToday -. La sensazione? Non saprei, se il gruppo Carrano manterrà le promesse sarà il nuovo proprietario, altrimenti dal 26 novembre dovremo riprenderci il 34% della società". In quel caso, sembra tuttavia difficile che Sicrea resti ancora dentro la società. "Il progetto iniziale era tutt'altro - dice ancora Cornaglia -, poi sono successe troppe cose. Ad ogni modo, se il gruppo Carrano non avrà i mezzi per comprare le nostre quote troveremo una soluzione. Ne abbiamo già una che darebbe opportunità e concretezza, ovvero un paio di soggetti conosciuti in grado di dare le giuste garanzie".

Già, le garanzie. Quelle che, al momento, nessuno dei nuovi è stato in grado di fornire. "Noi siamo piemontesi, gente con i piedi per terra - chiude Cornaglia - e non promettiamo ciò che non possiamo mantenere. Certo, abbiamo fatto degli errori anche noi, ma se non ci fossimo impegnati economicamente il Livorno sarebbe già fallito. Spinelli? Al di là di tutti i difetti è una persona corretta e le di parola, ma non promette a chi poi non è in grado di rispettare i patti. L'ho sentito anche oggi (ieri, ndr) e ha già dato l'ok per le operazioni che intendiamo fare per salvare il Livorno qualora il gruppo Carrano non rilevasse le nostre quote".

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