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Caos Livorno | Amaranto verso il baratro, Salvetti: "Basta ripicche e partite a poker, nessuno può calpestare la dignità della città"

La presa di posizione del sindaco sulla preoccupante situazione societaria: "C'è un bene primario da salvaguardare e una squadra da far scendere in campo per non rischiare l'esclusione del campionato"

Navarra che si tira fuori e minaccia di portare i libri in tribunale, Spinelli che dice di stare tranquilli perché una soluzione verrà trovata, Cerea Banca che avrebbe dovuto presentare la fideiussione entro le 17 di martedì 13 ottobre e che invece non c'è ancora neppure 24ore dopo e, come se non bastasse, nuovi soci all'orizzonte che annunciano la prelazione sull'acquisto di una parte di quote del Livorno. Tutti con le proprie strategie, seduti a un tavolo di poker e nemmeno in presenza, non certo per il Covid ma piuttosto per evidenti incompatibilità che restano tali mentre il Livorno calcio naufraga verso una morte annunciata da tempo.

Neppure in extremis si è trovato un accordo per garantire almeno l'aspetto tecnico della squadra. E, dopo aver mediato chiedendo ai protagonisti in causa di mettere temporaneamente da parte i propri interessi per salvare il Livorno, il sindaco Luca Salvetti torna a farlo pubblicamente. Forse l'ultimo, disperato appello per richiamare ognuno alle proprie responsabilità, evitare il tracollo e mettere in chiaro che, in ogni caso, nessuno può calpestare la dignità di una città intera.

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Salvetti: "Evitare l'esclusione dal campionato, la resa dei conti avvenga dopo"

"Tutti noi abbiamo adesso un bene primario da salvaguardare - dice il sindaco in una nota inviata alla redazioni giornalistiche -: una squadra che deve poter andare in campo, giocare con indosso la maglia amaranto e onorare un torneo e la categoria. Tutto il resto viene dopo. Questo non lo dice il sottoscritto, ma lo dicono migliaia di tifosi che in queste ore hanno manifestato il loro disappunto e le loro paure di fronte a voci, interviste e dichiarazione di vario genere. Questo elemento deve essere chiaro a tutti, alla famiglia Spinelli a Navarra e a Cerea Banca che rappresenta gli altri soci. Le varie posizioni, le ripicche, i malumori, il muro contro muro e le partite di poker che hanno tenuto banco in queste giornate estenuanti non sono più sopportabili, e non sono più accettabili le ore vissute tra fideiussioni non sottoscritte, giocatori da mettere sotto contratto, rischi di penalizzazioni, vendite e passaggi di quote a nuovi soggetti".

"Tutti si devono convincere - conclude il sindaco - che adesso c'è un gruppo di giocatori da far viaggiare verso Olbia e da far scendere in campo per non rischiare l'esclusione del campionato. La resa dei conti dovrà avvenire dopo. E sarà una resa dei conti dove tutti devono ben comprendere che chi fa del male alla squadra e ad una compagine dalla storia ultracentenaria non potrà più avere alcun appoggio della città, che con la sua formazione potrà anche scendere nei bassifondi del calcio italiano ma ha, e avrà sempre, una dignità che non può essere calpestata".

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