Giovedì, 28 Ottobre 2021
Livorno Calcio

Caos Livorno, società di dottori senza cura contro la morte: mancano i soldi e pure la dignità, fallimento a un passo

Oggi l'ennesimo consiglio di amministrazione, ma senza le dimissioni dell'ad Carrano non ci sarebbe possibilità di formare una nuova maggioranza e dunque nessuna speranza di salvezza

Meno due al fallimento. E tante grazie a tutto l'équipe dei dottori che, rimanendo in corsia, ci farebbe sparire dal calcio. Non ci interessa, oggi, stabilire chi sia il primario, il medico specialista, il caposala e l'infermiere: la morte del Livorno, per noi che lo amiamo da quando siamo nati, sarebbe colpa di tutti voi incapaci imprenditori, dirigenti, consiglieri e consulenti senza un minimo di dignità. 

Sciacquatevi la bocca quando parlate del "bene del Livorno", perché dell'amaranto non conoscete niente. Non sapete che ribaltare 2-1 il Como in 9 contro 11 con rovesciata di Claudino Grauso vale più di cento Champions League; che la gioia per il gol di Igor a Treviso è qualcosa che non proveremo mai più; che allo stadio si va anche con la neve, contro la Massese, con 39 di febbre, semplicemente perché gioca il Livorno.

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Magari avete sentito parlare dello stadio mobile, delle dodicimila bandane che invadono San Siro, forse di un gol del portiere in coppa Uefa. E magari avete pure pensato di essere voi i dottori che avevano in tasca la cura per rianimare quel popolo stanco di un vecchio padrone che, dopo aver contribuito al riscatto di chi era ormai abituato a delusioni e fallimenti, ancora poco fa andava in televisione a promettere la serie A in tre anni quando la squadra era già praticamente retrocessa in serie C.

Ecco, voi siete partiti da lì e lì vi siete fermati. Alle parole, alle promesse di progetti importanti, alle operazioni in corso, al “lasciateci lavorare”. Ai soldi, invece, quelli che servono per gestire una società - che li si abbia o che si trovino abilmente -, non ci siete mai arrivati, faticando a mettere insieme pure gli spiccioli per una trasferta, rinviando pagamenti anche per i pranzi che nessuno intende più offrirvi. 

Caos Livorno, gli ultras irrompono in sede per contestare società e dirigenti 

Avete trovato, dite, debiti su debiti che prima non erano stati visti ma che magicamente sono diventati liquidi in un comunicato di qualche giorno fa diramato durante un silenzio stampa: nessuno, però, sempre che abbiate detto il vero (praticamente mai) quei denari li ha tirati fuori. Avete annunciato un aumento di capitale milionario al quale non abbiamo mai creduto, non per pregiudizio ma in base a quanto ci avete fatto vedere. E siete pure andati a lamentarvi con altri colleghi di quanto LivornoToday aveva scritto un minuto prima dell'inizio di quel cda, ovvero che nessuno avrebbe cacciato un euro al di là degli annunci.

Non ci interessa, potete andare pure a dire che "la stampa non aiuta, critica e basta, le colpe non sono solo nostre, questo non l'ho mai detto eccetera, eccetera, eccetera”. Fate cosa vi pare, anche nell'ennesimo cda di oggi 14 dicembre, ma se invece volete regalarci un'unica gioia - e forse l'ultima speranza di salvezza -, di cose fatene una e una soltanto: andatevene. E fatelo tranquillamente, se poi falliremo perché non ci sarà alcun intervento salvifico dell'ultimo secondo, non avremo neppure il tempo per portarvi rancore.

Perché mentre voi sarete probabilmente impuniti per il disastro che state compiendo, e calmate le acque tornerete beatamente a cercare altre società da gestire in maniera forse fallimentare - i curricula non sono dei migliori -, noi saremo lì a pensare come risorgere. Ricordando sì anche San Siro, il gol di Tristan alla Roma, i derby vinti con la Fiorentina, ma assolutamente pronti a ripartire con orgoglio da Foiano della Chiana, Voghera, Forcoli. Semplicemente perché è il Livorno, la maglia che ci appartiene da una vita.

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