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Livorno in serie D, Salvetti: "Fine ingloriosa per colpa di una gestione scellerata della società. Adesso voltare pagina"

Gli amaranto, con la sconfitta interna contro la Pro Sesto, sono sprofondati nei dilettanti. Il sindaco: "Incontrerò i soci per capire che intenzioni hanno, chi deve farsi da parte lo faccia"

Una retrocessione indecorosa, la seconda consecutiva e la prima sul campo in Serie D. Il Livorno, dopo aver scritto alcune delle più belle pagine negli anni scorsi, tocca quello che è probabilmente il punto più basso della sua storia, con la sconfitta interna contro la Pro Sesto che fa sprofondare gli amaranto nei dilettanti. Ed anche il futuro, sotto la guida di questa società, pare tutt'altro che luminoso. "Gestione scellerata, incontrerò i soci per capire le loro intenzioni", ha scritto il sindaco Luca Salvetti in un comunicato diffuso agli organi di stampa.

Salvetti: "Gestione societaria scellerata, fine ingloriosa di un ciclo"

"A cavallo tra gli anni 90 e il nuovo millennio tutti noi abbiamo vissuto, e personalmente ho raccontato, l'ascesa più rapida e imperiosa di una squadra nel panorama del calcio italiano - ha scritto Salvetti -. Il nostro Livorno in 12 anni è passato dall'eccellenza alla serie A, con 5 straordinarie promozioni nell'era delle presidenze di Caresana, Achilli e Spinelli e con protagonisti veri e assoluti come Brilli, Stringara, Iaconi e Mazzarri in panchina, Bonaldi, Protti, Lucarelli in campo. Anni bellissimi di un periodo che si è poi allungato ad alto livello con altri protagonisti come Donadoni, Nicola, Paulinho, Diamanti e tanti altri. Poi con il doppio della velocità con cui è salito ai vertici del calcio conquistando anche la qualificazione in coppa Uefa, il Livorno è disceso agli inferi e in appena sette anni dal 2014 al 2021, altro record in questo caso purtroppo negativo, è sceso dalla serie A alla D".

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"Al di là della rapidità sia dell'exploit che della caduta - ha proseguito il sindaco - tutto questo fa parte dell'andamento ciclico che il mondo del calcio propone alle squadre di città medio grandi che aspirano al top ma hanno strutture e potenzialità che non garantiscono la durata ad alto livello. Nel recente passato storie simili sono capitate a realtà importanti come Bari, Palermo, Salernitana, Avellino, Venezia, Como e Perugia e siamo certi si ripeteranno coinvolgendo molti ed escludendo solo le squadre multimilionarie delle città metropolitane".

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"Accettare questo scenario - ha sottolineato Salvetti - è per tanti sportivi una naturale conseguenza dell'accettare un calcio moderno che fa della parte economica imprenditoriale la sua connotazione più importante. Accettare questo però non vuol dire non poter criticare e lamentarsi di gestioni societarie che in un modo o nell'altro determinano andamenti ciclici che dalla gioia ti costringono al rammarico in un batter d'occhio. Questo è proprio il caso del Livorno che da oggi è in serie D per colpa di scelte incomprensibili e di una gestione scellerata che parte dalla volontà di disimpegno di Spinelli e transita attraverso realtà e personaggi che alla fine per incapacità, menefreghismo o errori macroscopici hanno portato alla fine ingloriosa di un ciclo".

"Convocherò i soci per un incontro: necessario voltare pagina"

"I tifosi non sono spaventati dal ripartire dal basso - ha continuato ancora il sindaco -, lo hanno fatto tante volte con orgoglio e passione, i tifosi sono spaventati invece dalle prospettive di gestione della ripartenza, su questo non è più tempo di tergiversare chi deve farsi da parte lo faccia, chi ha intenzioni serie le spieghi, chi gioca con le quote societarie la smetta. Tanti tifosi non si riconoscono più in questa società quando invece il senso di appartenenza è sempre stata la grande forza del Livorno Calcio. La città che in tutti i settori ha la possibilità di rilanciarsi può farlo anche nel calcio, basta essere seri, sinceri e onesti, caratteristiche di fronte alle quali la gente labronica è pronta a supportare e sostenere progetti e persone".  

"Nelle prossime ore - conclude Salvetti - convocherò i soci dell'A.S. Livorno e chiederò loro intenzioni e prospettive, con la convinzione che solo voltando pagina e cambiando registro si può ricreare il clima giusto e la voglia di seguire le sorti della squadra".

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