Caos Livorno | I soci disertano l'incontro con il sindaco: "Mancanza di rispetto alla città". I tifosi: "Così non va bene, meglio fallire"

Della nuova compagine societaria non si è presentato nessuno. Salvetti: "A oggi Navarra è il solo referente e grazie a lui e a Spinelli dovrebbero essere state evitate le penalizzazioni". La Nord: "Non abbiamo paura del fallimento. Se queste sono le premesse, meglio ripartire da zero"

Tutto come previsto. L'invito del sindaco rivolto ai nuovi proprietari del Livorno Calcio è caduto nel vuoto. Se Aldo Spinelli, ancora in società con il 10% delle quote, ha avuto almeno l'accortezza di inviare una mail di scuse per non poter presenziare all'incontro, così come ha fatto Rosettano Navarra, chiamando direttamente il primo cittadino, dai vari Silvio Aimo e Umberto Casella, ovvero i soci finanziati da Banca Cerea e insieme proprietari del 52% delle quote societarie, la risposta è stata un no ingiustificato fatto comunicare dagli uffici di via dell'Indipendenza.

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"Una mancanza di rispetto nei confronti non tanto del sindaco ma dei tifosi e della città di Livorno", ha sottolineato Luca Salvetti questa mattina, giovedì 1 ottobre, alla stampa e a un centinaio di tifosi riuniti davanti a Palazzo civico per far sentire la propria voce. "Questa è già la strada per il fallimento - il coro unanime -, ma non è questo che ci spaventa. Se queste sono le premesse, o il meno peggio prende la situazione in mano, o meglio fallire subito e ripartire dalla serie D. Per il Livorno ci siamo sempre stati e ci saremo: nel bene, nel male e nella lotta".

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Salvetti: "Al momento Navarra è il solo referente di questa società "

Il meno peggio che, per quanto visto finora a Livorno e senza neppure dover guardare le precedenti esperienze calcistiche, è indubbiamente Navarra. "È già venuto due volte qua in Comune e tornerà sabato e lunedì - ha spiegato il sindaco -. Con lui siamo in contatto giornaliero, in questo momento è in un incontro della Lega e di questo sono contento perché almeno un riferimento, l'unico, in questa fase c'è. Degli altri soci, o presunti tali, che dire: hanno bucato l'invito in maniera maldestra. Stamani, inoltre, dalla sede mi hanno fatto sapere che Aimo avrebbe voluto il mio numero di telefono, ma al momento non ho ancora ricevuto una chiamata. Se c'è tempo per recuperare? Non lo so, magari domani scopriremo che sono tutti personaggi che vogliono il bene del Livorno. Per ora restano i dubbi, le perplessità".

Quindi uno sguardo alla situazione attuale. "Intanto - ha proseguito il sindaco - dovrebbe essere stato evitato un meno 3 in classifica per i contributi che sono stati pagati. Non ho un foglio che lo provi, ma la certezza delle parole di chi ha fatto il bonifico. E anche per quanto riguarda gli stipendi, Spinelli avrebbe onorato l'impegno versando i soldi alla banca. Resta solo da capire se sia stato poi tramutato in versamento reale con informativa alla federazione. Se fosse così, diciamo che avremmo scongiurato punti di penalizzazione".

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I tifosi: "Gli Spinelli hanno portato questi personaggi, le colpe sono loro. Via tutti, non abbiamo paura di fallire"

Parole dette anche ai tifosi, preoccupati per una situazione che si protrae senza soluzione. "La tifoseria è stta logorata per anni da Spinelli che eè riuscito ad essere il migliore e, al tempo stesso, il peggiore presidente della storia del Livorno. E gli Spinelli sono i primi colpevoli di questa situazione - il pensiero dei tifosi in piazza del Municipio -: la volontà del padre di non vendere, nonostante le sue dichiarazioni, a questo punto sembra palese, mentre il figlio ha voluto andare contro il padre e fare uno spregio alla città di Livorno mettendoci in mano a persone poco serie e raccomandabili e, tra l'altro, anche virtuali, visto che non si sono mai presentati. Siamo preoccupati e ci riserviamo di intraprendere delle azioni perché il Livorno ha 105 anni di storia e non si merita questa situazione".

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Meglio il fallimento? "Questa è già la strada del fallimento - dicono -. Non c'è accordo tra questi personaggi, non c'è chi tira fuori i soldi, non c'è chi ha potere di firma per fare mercato, manca la fideiussione da un milione di euro. Le soluzioni sono due: o risolvono i conflitti interni e il meno peggio prende la situazione in mano, o se deve essere fallimento è meglio che sia ora e che si riparta da zero. Non ci spaventano i dilettanti, e questo è il messaggio che deve passare a questi nuovi personaggi: siamo pronti a tutto pur di riavere il Livorno. Perché il calcio non è solo una questione aziendale, ma popolare. Di gente che va allo stadio per stare con gli amici, vivere una passione comune. E qui l'entusiasmo è già stato ammazzato da Spinelli prima, e da questi nuovi, ora. Noi, questi che siamo qua stamani, ci saremo sempre: perché tifosi del Livorno lo siamo nel bene, nel male e nella lotta".  

Salvetti: "Non chiuderò lo stadio, ma non si può mancare di rispetto a questa città"

"La città di Livorno ha giocato in Serie A, in Coppa Uefa e nei dilettanti - ha concluso quindi il sindaco -: siamo pronti a tornarci, ma mai e poi si può mancare di rispetto a questa città. Se chiuderò lo stadio? Assolutamente no, il Livorno deve giocare e mettere punti in cascina. Ma resta inteso che nel rapporto con l'amministrazione queste persone, o chi verrà a gestire il Livorno, dovranno avere un altro atteggiamento. Ad ogni modo il nostro impegno sarà quello di tutelare il titolo sportivo e la squadra che è un patrimonio della città. E se dovesse venire meno la società, mettendo a rischio non solo il campionato del Livorno ma la sua stessa storia, allora non solo il sindaco deve intervenire ma diventare un punto di riferimento per la ricerca di nuovi soggetti che possano garantire il meglio. In questo momento, però, c'è un presidente e un cda: se ci sono problemi tra loro non li può risolvere un sindaco".

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