Livorno venduto, l'avvocato Emiliano Nitti: "Pronto a entrare nel cda, ma non sarò il presidente. Il progetto è ambizioso"

Il fondatore della MN Tax & Legal spiega il suo ruolo nella trattativa: "Mi è stato chiesto di dare una mano come consulente di Banca Cerea. In caso di mio ingresso nel consiglio di amministrazione avrei la delega ai rapporti con la Federazione"

+++SPECIALE CESSIONE LIVORNO: TUTTE LE TAPPE DELLA TRATTATIVA+++

C'è grande curiosità attorno alla nuova cordata di imprenditori che, grazie al finanziamento della Banca Cerea, ha acquistato il 69% delle quote del Livorno, come ammesso anche dell'ormai ex presidente Aldo Spinelli. I loro nomi ancora non si conoscono ma qualcosa inizia a trapelare: si tratterebbe di tre persone del Piemonte e una del Lazio e la loro identità sarà svelata prossimamente. Alla presidenza della nuova società dovrebbe esserci Rosettano Navarra che, come lui stesso ha ammesso, si farà carico di acquistare al restante parte delle quote.

Inizialmente era circolata la voce che la carica di presidente potesse essere ricoperta dall'avvocato Emiliano Nitti, fondatore e managing del MN Tax & Legal, e presidente del consiglio d'amministrazione di L&S Italia Spa. In passato è stato a capo della Pro Patria e ha fatto parte del Cuneo nella stagione 2018-2019, terminata con la retrocessione dei piemontesi e il successivo fallimento dichiarato dal tribunale. Tuttavia è proprio il diretto interessato a smentire categoricamente questa ipotesi: "Non sarò il nuovo presidente del Livorno" ha dichiarato a LivornoToday. Tuttavia Nitti entrerebbe comunque a far parte del nuovo consiglio di amministrazione della società. 

Buonasera avvocato. Ci può spiegare il suo ruolo in questa trattativa?
"Mi è stato chiesto di dare una mano come consulente della banca, di essere un uomo che faccia da garanzia. La mia figura inoltre era gradita anche agli imprenditori quindi non ho avuto problemi dell'aiutare persone che conosco. Viste le mie numerose esperienze, mi hanno chiamato perché serve una persona che possa stare attento a far quadrare i conti". 

Entrerà anche lei nel Livorno?
"Se ci sarà la possibilità, sarà uno dei consiglieri dell'amministrazione con deleghe a tenere i rapporti con la federazione". 

Non sarà il presidente quindi?
"Assolutamente no e se devo essere sincero non mi è mai stato proposto di ricoprire questo ruolo. A breve ci sarà un imprenditore che entrerà in maniera importante nella società (Navarra, ndr) e credo che sarà lui il nuovo presidente. Nel caso in cui me lo dovessero chiuedere, ci penserò su". 

Ci può dire qualcosa di più su questi imprenditori?
"Posso dire che sono tutti professionisti seri che hanno anche interessi sul territorio. Secondo la banca poi sono tutti persone importanti che possono sostenere la gestione del Livorno". 

Nel Livorno che verrà ci saranno personaggi che lei conosce perché ci ha lavorato insieme a Cuneo come Simone Sivieri, Sergio Borgo
"Tutti dei gran professionisti che hanno accettato perché sanno che qui c'è un progetto serio che punta a vincere. Sivieri dovrebbe ricoprire la carica di direttore organizzativo, Borgo quella di direttore tecnico. In aggiunta vorrei anche sottolineare le figure di Alessandro Dal Canto e Raffele Rubino: due professionisti come le loro sono in pochi ad averli. E vorrei anche menzionare Nicola Barasso, preparatore dei portieri, che Dal Canto ha voluto con sé a Livorno". 

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Parlando di Cuneo, ci può spiegare brevemente cosa è successo?
"Ero stato chiamato a dare una mano come avvocato perché conoscevo alcune persone all'interno della società, ma non ho mai ricoperto la carica di presidente. La squadra sul campo ha ottenuto un lavoro eccezionale, ma dal punto di vista societario è stato un vero e proprio disastro. Io ho continuato ad aiutare come potevo perché non mi piace lasciare la barca che affonda e in quella circostanza ho conosciuto persone di grande valore. Purtroppo il vecchio e il nuovo proprietario non sono riusciti a fornire le dovute garanzie". 

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