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Livorno venduto, tifosi e club amaranto preoccupati: "Troppi punti interrogativi, serve maggiore chiarezza"

I supporter chiedono alla cordata finanziata da Banca Cerea di uscire allo scoperto: "Vogliamo sapere chi sono i soggetti coinvolti nell'operazione"

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È la fine di un'era. Aldo Spinelli, dopo ventuno anni di presidenza, ha lasciato il timone del Livorno. La società amaranto, lo scorso giovedì 3 settembre, è passata nelle mani della cordata di imprenditori del nord Italia finanziata da Banca Cerea, che ha acquisito il 69% delle quote. Il restante 31%, nella prossima settimana, dovrebbe passare nelle mani dell'ex presidente del Frosinone Rosettano Navarra, pronto a rivestire un ruolo di primissimo piano nel nuovo organigramma del club di via Indipendenza. Una notizia che è stata accolta quasi come una liberazione da parte della tifoseria, convinta ormai della necessità di un cambio ai vertici societari, ma che, in alcuni, non manca di destare un po' di perplessità e preoccupazione.

Corrado Nastasio: "Troppi punti interrogativi, c'è preoccupazione per il futuro"

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"Io finché questa storia non viene chiarita preferisco non esprimermi - spiega Corrado Nastasio, presidente del club Il Porto -. Ad oggi ci sono ancora troppi punti interrogativi: non si sa bene chi farà parte della società e sono circolati alcuni nomi che in passato, da altre parti, hanno fallito. C'è troppo silenzio e troppa riservatezza sui soggetti coinvolti, non capisco il perché. Il ciclo Spinelli era finito, ma adesso sono un po' preoccupato per il futuro. Tra poco comincerà il campionato e la situazione mi sembra ancora in altomare".

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Antonella Romanacci: "Cambiamento necessario, ma temo sempre una brutta sorpresa"

Qualche timore anche per il volto femminile del club Il Porto Antonella Romanacci, per la quale, comunque, il passaggio di consegne era ormai inevitabile: "Un cambio societario ritengo fosse necessario dopo aver vissuto la stagione più deprimente della storia amaranto con il record di sconfitte e 20 punti di distacco dalla penultima - afferma -. Sono dispiaciuta del fatto che la famiglia Spinelli non abbia costruito un centro sportivo, che non lasci nulla in eredità né per la prima squadra né per il settore giovanile. Per quanto riguarda i nuovi - ha aggiunto - siamo in attesa di conoscere chi siano i soci e si spera che siano ambiziosi e seri. In ogni caso, finché non ci sono le firme e il comunicato ufficiale temo sempre una brutta sorpresa".

Ivano Falchini: "Troppe teste, mi auguro venga definita una linea comune"

"Ancora c'è un po' di incertezza, non si sa bene chi siano questi nuovi imprenditori e come siano suddivise le quote - sottolinea Ivano Falchini, presidente del Centro di Coordinamento -. A quanto pare sono coinvolti diversi personaggi che hanno già operato nel mondo del calcio e questo potrebbe essere un problema, perché magari ognuno vorrà dire la sua nelle scelte che verranno prese. Spero che venga individuata una linea comune da seguire con un organigramma ben definito. Il ciclo Spinelli? Ormai il giocattolo si era rotto, ai tifosi era venuto a noia e forse anche a lui era venuto a noia il Livorno. Ha cercato di vendere in tutti i modi - aggiunge - e si è trovato in mezzo a vicende surreali, come le trattative con Yousif e Fernandez".

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Curzio Galatolo: "Speriamo Spinelli ci abbia lasciato in buone mani"

"Esprimere un giudizio adesso sarebbe prematuro - ribadisce il segretario del club Magnozzi Curzio Galatolo -, ci sono ancora troppi aspetti da chiarire. Non sappiamo chi siano questi imprenditori della cordata e attendiamo di vedere se anche Navarra entrerà in società. A noi, comunque, sarebbe andato bene anche continuare con Spinelli: con lui, a differenza di quanto accaduto in passato, non si è mai sentito parlare di fallimenti o di problemi per l'iscrizione della squadra, anche se probabilmente adesso il suo ciclo era finito. Lui ha sempre detto che ci avrebbe lasciato in buone mani, speriamo sia così: per adesso ci sono alcune perplessità. Noi comunque siamo pronti a collaborare con chiunque ci sarà: al primo posto viene infatti la maglia amaranto".

Mirco Gullotto: "Serve aria nuova, necessario voltare pagina"

Sentimenti contrastanti invece per Mirco Gullotto, tifoso di Curva nord: "Da una parte sono dispiaciuto, ma dall'altra ritengo fosse necessario un cambiamento - afferma -. Io sono cresciuto con la presidenza Spinelli, ma negli ultimi anni purtroppo i risultati non sono stati granché. A me piace pensare positivo, mi auguro che la nuova società intervenga in modo massiccio sulla rosa: lo scorso anno, eccezion fatta per Marras, la squadra è stata inguardabile. Serve aria nuova, è necessario voltare completamente pagina. Lo scorso campionato è stato un calvario, mi piangeva il cuore a vedere le partite. Mi auguro che i nuovi possano partire subito con il piede giusto - conclude - e che ci sia qualcuno incaricato di stare sempre vicino alla squadra: la società deve far sentire la sua presenza".

Nedo Di Batte: "Spinelli avrebbe dovuto riportarci in B prima di lasciare"

Preoccupazione, infine, per Nedo Di Batte, presidente del club Il Campanile che non manca di "bacchettare" l'ormai ex presidente Aldo Spinelli: "Dico la verità, se entrasse in società anche Navarra sarei meno preoccupato. Su questa cordata ho infatti ancora qualche perplessità, però noi come club attendiamo che questa telenovela giunga a termine prima di dare un giudizio definitivo. Io comunque sono dell'avviso che Spinelli avrebbe dovuto comportarsi diversamente: doveva riportare il Livorno in B prima di lasciare, così facendo dà ragione a chi lo ha sempre criticato. Il presidente, pur con il suo carattere che lo ha inviso a parte della tifoseria, ci ha sempre garantito dei bei campionati, eccezion fatta per le ultime due stagioni. Adesso speriamo si possa risalire rapidamente: il Livorno, in C, deve essere solo di passaggio".

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