Sabato, 31 Luglio 2021
Livorno Calcio

Livorno, Spinelli alza il prezzo: il gruppo indiano offre 2 milioni di euro, lui ne vuole 700mila in più

Yogesh Maurya disposto a versare la fideiussione a garanzia del proprio impegno e saldare parte dei debiti, ma all'ex presidente ancora non basterebbe. E intanto i tifosi tornano a protestare

Roberto Angiolucci e Yogesh Maurya

Resta soltanto un ostacolo tra il Livorno calcio e il possibile futuro acquirente, l'imprenditore indiano Yogesh Maurya. E quell'ostacolo si chiama Aldo Spinelli che, di fatto, è ancora il solo a decidere le sorti del club di via dell'Indipendenza. Perché se formalmente detiene soltanto il 10% delle quote societarie, tutte le trattative, reali o presunte tali, passano dal commendatore genovese. Che, per quanto ne sappiamo, è entrato direttamente in gioco nella trattativa con Maurya, al quale è legato anche l'imprenditore Roberto Angelucci, rappresentato dallo studio legale romano Benigni & K. 

Cessione Livorno, trattativa Spinelli-Maurya: ballano 700mila euro

Ebbene, dall'incontro di mercoledì scorso 16 giugno sarebbe emersa la volontà di Maurya a presentare subito una fideiussione da 2 milioni di euro, di cui circa la metà a copertura parziale del debito, quale garanzia dell'impegno ad acquistare l'intero pacchetto di quote societarie a conclusione di una due diligence non ancora concessa. Spinelli, da parte sua, avrebbe invece chiesto ulteriori 700mila euro e, degli altri due milioni, uno da versare nelle casse del Livorno entro il 23 giugno, giorno in cui è stata fissata la ricapitalizzazione della società. Un rilancio inaspettato che ha colto di sorpresa Maurya, considerato che i suoi emissari si erano presentati accettando già un rialzo del 100% all'iniziale proposta da un milione di euro.

"Il Livorno siamo noi", in piazza la contestazione dei tifosi alla società. Video

Aldo Spinelli

Il gioco al rialzo di Spinelli che rischia di compromettere la trattativa

Insomma, le nuove condizioni imposte da Spinelli e i tempi stringenti rischiano di compromettere, volutamente o meno, l'unica reale trattativa esistente, per quanto le parti stiano ancora continuando a trattare. Di certo, finalmente, qualcuno che seriamente vuole il Livorno c'è. O meglio, ci sarebbe, purché non lo si faccia scappare. Perché se Aldo Spinelli - e solo lui, senza che si offendano gli altri soci - non dovesse accettare l'offerta di Yogesh Maurya, dimostrandosi dunque indisponibile a vendere la società, l'imprenditore indiano farebbe bene a cercarsi un'altra squadra. Senza perdere altro tempo con chi, per i terreni di Fauglia - terreni, appunto, non un centro sportivo -, il patrimonio giocatori - quale? Il settore giovanile? - un titolo sportivo deriso ed umiliato e poco altro ancora (neppure la sede è di proprietà), pretenderebbe pure quasi un milione in più di quanto offerto. 

La protesta dei tifosi: "Adesso basta"

Troppo, anche per chi, a differenza di presunti acquirenti o abili millantatori, ha dimostrato di essere seriamente intenzionato ad acquistare il Livorno. Inaccettabile, poi, per i tifosi che, con un comunicato della Curva Nord Fabio Bettinetti, sono tornati ad alzare la voce annunciando una manifestazione al Terminal dove opera il gruppo Spinelli, sabato prossimo 19 giugno alle 10 in via Natale Jacoponi. 

"Adesso basta! - si legge nel comunicato -. Siamo rimasti in silenzio fino ad ora, nella ormai vana speranza che l'ulteriore trattativa per la vendita della società andasse a buon fine. Niente di tutto ciò è accaduto, come era facilmente prevedibile, quindi come tifoseria riprendiamo il percorso di protesta da dove lo avevamo lasciato. Siamo stufi di questa ennesima telenovela, una inutile farsa che serve solamente a gettare fumo negli occhi alle persone per arrivare indenni al 23 giugno. Facciamo dunque un appello a tutti coloro che hanno a cuore il destino del nostro amato Livorno Calcio, per trovarsi più numerosi possibili davanti al Terminal contenitori della famiglia Spinelli, in via Vasco Natale Jacoponi n°1 (zona Calambrone) sabato 19 giugno alle 10, per portare il nostro sdegno e la nostra protesta nei luoghi dove la famiglia Spinelli genera il suo profitto". 

"Ricordiamo a tutti - si legge ancora - che la nostra protesta non è assolutamente rivolta ai lavoratori del Terminal, ma contro la famiglia Spinelli. È giunto il momento di dare un segnale forte alla attuale dirigenza che finché rimarranno a Livorno, avranno sempre contro tutta la tifoseria. Come diceva un nostro coro 'Quando la battaglia chiamerà...', la battaglia adesso sta chiamando ed arrivato il momento di scendere in guerra. Ricordiamo a tutti il rispetto delle attuali norme anticovid (mascherina e distanziamento) e per i lavoratori che saranno presenti nel Terminal. Se vuoi davvero bene al Livorno Calcio non puoi mancare".

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