I Quattro Mori: storia, curiosità e...credenze popolari

Alla scoperta del simbolo di Livorno, che domina da secoli in piazza Micheli

È uno dei monumenti più conosciuti di Livorno, anzi, probabilmente il più conosciuto in assoluto. Stiamo parlando dei Quattro Mori, vero e proprio simbolo della città labronica e tappa inevitabile per chi, proveniente da fuori, si appresti a fare un giro tra le vie cittadine. E d'altra parte la sua presenza non passa inosservata: la scultura, iniziata da Giovanni Bandini nel 1595 e portata a termine da Pietro Tacca nel 1626, domina imperiosa piazza Micheli, affacciandosi sulla Vecchia Darsena. Ma chi sono i "quattro mori"?

I "quattro mori": identità storica

I quattro mori altro non sono che quattro pirati prigionieri del granduca Ferdinando I de' Medici, che commissionò l'opera per rafforzare la propria autorità e celebrare le vittorie riportate dall'Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano contro i corsari barbari. Ed è proprio Ferdinando I, con indosso l'uniforme dell'Ordine, a tenere incatenati i prigionieri, alcuni dei quali avrebbero un'identità precisa. Per realizzare due delle statue, sembra infatti che Tacca si ispirò a due detenuti del carcere di Livorno: Morgiano, guerriero di origine greco-ionica, che guarda verso l'alto quasi a chiedersi il perché della sua cattura, e Ali Salettino, di origine nordafricana. Un terzo, il più anziano e il cui viso è segnato dalle rughe, si narra sia un certo Ali Melioco, pirata di origine turca. Sconosciuta invece l'identità del quarto, di provenienza africana.

I Quattro Mori: il vero nome del monumento

L'opera che chiamiamo comunemente "I Quattro Mori" dovrebbe essere più correttamente definita "Monumento a Ferdinando I", sia per il motivo per il quale è stata realizzata, sia per la sua effettiva realizzazione: in un primo momento era infatti presente solamente la statua del granduca, mentre i quattro mori vennero aggiunti solo successivamente, a partire dal 1621. Ma, ben presto, furono proprio questi a catturare l'attenzione dei livornesi, che gradualmente iniziarono a chiamare l'opera "I Quattro Mori".

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Come vedere i "quattro nasi" dei Mori 

Il monumento, tuttavia, è rimasto incompleto: a Livorno non sono infatti mai arrivate due fontane raffiguranti mostri marini realizzate da Tacca, che oggi si trovano a Firenze, in piazza Santissima Annunziata. Inoltre, sul piedistallo erano presenti alcuni ornamenti disegnati dallo stesso Tacca (un turbante, un arco, un turcasso e una scimitarra), che furono però depredati dall'esercito napoleonico nel 1799.
Vi è infine una credenza popolare: esiste un punto della piazza dal quale è possibile osservare il naso di tutti e quattro i mori contemporaneamente e che, si dice, porti fortuna. Se volete essere baciati dalla dea bendata, non vi resta quindi che trovarlo.

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