Morosità colpevole in alloggi popolari, al via il recupero crediti per oltre mezzo milione di euro

A dicembre sono partite le prime 50 diffide e altrettante sono in arrivo nelle prossime settimane. Raspanti: "Giusto punire chi non paga"

A inizio dicembre, l'assessore al Sociale Andrea Raspanti aveva annunciato l'invio delle prime 50 diffide per i morosi delle case popolari. "Si deve sempre pagare, anche se poco" erano state le sue parole. In poco tempo il Comune è passato fatti e, come annunciato da palazzo civico nella mattina di mercoledì 22 gennaio, 27 famiglie hanno già preso contatto con Casalp per regolarizzare la loro posizione. Alcuni nuclei hanno saldato l'intero debito (per oltre 12.500 euro), altri hanno sottoscritto degli accordi per la sua rateizzazione (per 230mila euro), altri ancora, per un totale intorno ai 460mila euro, provvederanno alla firma dei piani nei prossimi giorni. 

Chi invece, nonostante l'invio della diffida, non ha ancora stabilito alcun contatto con la società nei termini indicati, si vedrà recapitare da parte del Comune la comunicazione di avvio del procedimento di decadenza, senza più alcuna possibilità di rateizzare il debito maturato. A quel punto, per evitare di dover rilasciare l'alloggio, gli assegnatari morosi dovranno saldare l'intero debito entro il termine che sarà indicato nel provvedimento di decadenza adottato dal Comune. Dall'amministrazione hanno anche fatto sapere che nelle prossime settimane saranno invite altre 50 diffide ad altrettanti morosi. 

Erp, accordo Comune-Casalp contro la morosità colpevole

Stop alla morosità colpevole nelle case popolari, Raspanti: "Giusto punire chi non paga nonostante possa farlo"

Soddisfatto dei primi risultati ottenuti l'assessore Raspanti: "Questi risultati dimostrano che molte persone non pagano il canone mensile pur essendo in condizione di farlo. Abbiamo il dovere di contrastare questi comportamenti irresponsabili che minano la stabilità finanziaria della società e quindi la possibilità di erogare un servizio sociale fondamentale rivolto alle persone socialmente più deboli, tanto più in un territorio come il nostro in cui la tensione abitativa è fortissima. Chi è assegnatario di una casa popolare ha sottoscritto un contratto e assunto un impegno che è chiamato a rispettare. Su questo punto siamo e saremo inflessibili".  

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