Erp, morosità colpevole: via alle prime 50 diffide di pagamento

Accordo tra il Comune e Casalp: chi non è in regola con l'affitto ha 15 giorni di tempo per concordare un piano di rientro

A metà ottobre, l'amministrazione comunale annunciò di aver trovato un accordo con Casalp per contrastare il fenomeno della morosità colpevole negli alloggi Erp. In riferimenti ai mancati pagamenti dei canoni di affitto nelle case popolari, l'assessore al Sociale Andrea Raspanti era stato chiaro: "Si deve sempre pagare, anche se poco". In poco tempo, palazzo civico è passato dalle parole ai fatti. Partiranno infatti a partire dal 9 dicembre le prime 50 diffide rivolte agli assegnatari morosi degli alloggi Erp. Un numero, secondo l'amministrazione comunale, destinato a raddoppiare nel giro dei prossimi mesi: "Voglio invitare coloro che riceveranno queste prime diffide a prendere contatto immediatamente con Casalp" - raccomanda Raspanti -. Una volta scaduti i 15 giorni stabiliti per la sottoscrizione di un piano di rientro, la pratica sarà trasmessa all'ufficio casa per l'avvio dell'iter di decadenza. A quel punto, per mantenere l'alloggio sarà necessario pagare l'intero debito, senza alcuna possibilità di rateizzazione". 

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Raspanti: "Stiamo facendo opportune verifiche sugli assegnatari" 

L'assessore poi annuncia che sono iniziate le verifiche su ogni singolo assegnatario: "Vogliamo riaffermare il principio elementare per cui ognuno è chiamato a contribuire, in base alle sue possibilità, ai servizi di cui beneficia. Insieme a Casalp abbiamo anche avviato un lavoro di approfondimento per valutare gli effetti dell'applicazione di quanto previsto dall'articolo 38 della legge regionale 2/2019, per cui nei Comuni che vivono una forte tensione abitativa il limite Isee per il mantenimento dell'assegnazione può essere abbassato dalle attuali 36.151, 98 euro fino a un massimo di 27mila euro". 

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