Coronavirus Livorno, i sacrifici delle mamme con scuole chiuse e figli a casa: "Per fortuna ci sono i nonni"

In attesa di provvedimenti che aiutino le famiglie - congedo parentale e voucher in primis -, i genitori si organizzano come possono per non lasciare i bambini da soli. Ma non tutti possono permettersi una babysitter

Congedo parentale straordinario per lavoratori pubblici e privati e voucher babysitter: sono queste le proposte al vaglio del governo per cercare di sostenere le famiglie italiane dopo il decreto ministeriale che ha imposto la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado in tutta Italia fino al 15 marzo. Fino a questa data quindi, se il periodo di stop non verrà prolungato, le famiglie italiane si troveranno a fronteggiare una situazione quantomento insolita con bambini a casa -  con ludoteche e e spazi di aggregazione inaccessibili - e lavoro da mandare comunque avanti. E allora parte la corsa all'ultima babysitter disponibile o si cerca di tamponare la situazione sfruttando, dove è possibile, la disponibilità di nonni e parenti.

Scuole chiuse, figli a casa: "Grazie all'aiuto dei nonni e ai salti mortali delle mamme"

Nel bel mezzo del caos come si sono organizzate le famiglie? Lo abbiamo chiesto ad alcune mamme con figli piccoli che affrontano quotidianamente il problema "scuole chiuse". Rossella, commessa part time, con due figli di età diversa - Pietro 15 anni e Amelia 4 anni - ha l'aiuto dei nonni per gestire la più piccola. "Pietro sta tranquillamente a casa da solo la mattina mentre la piccola va dalla nonna fino alle 13, orario in cui vado a prenderla". È d'accordo con la chiusura delle scuole ma avverte la mancanza di un aiuto concreto da parte dello Stato e del Comune. "Sono d'accordo con la chiusura delle scuole, sono comunque un ambiente in cui il contagio può avvenire più facilmente - racconta - ma è un sacrificio grosso perché sono tanti giorni e mia mamma, per esempio, avrebbe dovuto osservare un periodo di convalescenza post operatorio invece di badare alla bimba, ma se non c'è altra soluzione si fa. Secondo me il Comune dovrebbe almeno non farci pagare tutto il mese di marzo".

E d'accordo con la chiusura è anche Assunta, mamma di Chiara che ha 4 anni. "Sono completamente d'accordo con la chiusura delle scuole, i bambini in questo momento devono stare a casa. Certo, lo Stato dovrebbe andare incontro alle famiglie e permettere almeno a uno dei due genitori di rimanere a casa, perché non tutti possono permettersi di pagare una babysitter né di assentarsi dal posto di lavoro per così tanto tempo". Anche perché, sottolinea ancora Rossella, non è facile prendere una persona cui lasciare i figli se non hai già una persona di fiducia. "Chi non ha abitualmente una babysitter non può certo sceglierne una così su due piedi, è un mestiere delicato, c'è bisogno di tempo per conoscersi e fidarsi. Non può essere una soluzione dell'ultimo minuto".

Congedo parentale e voucher babysitter, le proposte sono al vaglio del governo

Le proposte ci sono ma fino a che non si tradurranno in un intervento concreto, quindi, è necessario ingegnarsi. Come ha fatto Chiara, mamma di una bimba di 9 anni, Caterina. Lavora nelle scuole private e, al momento, è forzatamente disoccupata. "Mi divido tra scuole e palestre e dal momento che sarò senza lavoro fino alla riapertura delle strutture ho la possibilità di stare con mia figlia senza dovermi appoggiare a nonni o babysitter - racconta -. Mi sono offerta allora di ospitare a casa alcuni compagni di mia figlia per seguirli nei compiti e aiutare altre famiglie in difficoltà". Anche lei è d'accordo con la chiusura delle scuole "nella speranza che sia utile a contenere il contagio - continua - anche se non capisco perché l'obbligo non sia stato esteso anche a tutte le palstre e le strutture sportive. Il rischio è che una misura del genere, con inevitabili ripercussioni anche sulla didattica, risulti inutile". Anche Linda, mamma di Bianca che ha 3 anni, è d'accordo nonostante le difficoltà di gestione. "Capisco che il contagio va fermato subito - spiega - mia madre è immunodepressa e conosco perfettamente quali sono i rischi che corrono le persone con patologie importanti. Per rispetto di queste persone dobbiamo fare tutti dei sacrifici. Io cercherò di organizzarmi come posso".

Coronavirus, Mannucci: lezioni possibili a distanza

Didattica "alternativa": nelle scuole cittadine compiti si fanno via Classroom

In questi giorni di sospensione delle attività didattiche gli studenti sono fisicamente costretti a casa, ma lo studio non si ferma e scuole e insegnanti si adoperano per trovare soluzioni che permettano di non rimanere indietro col programma scolastico. All'"ITI G. Galilei", per esempio, si utilizza Classroom, una piattaforma web attraverso cui gli insegnanti hanno la possibilità di caricare lezioni, compiti e verifiche che gli studenti possono scaricare e fare a casa. E Lamberto Giannini, regista dei Mayor Von Frinzius e professore di filosofia al Liceo Scientifico "F. Enriques", carica sul suo canale youtube lezioni di storia, filosofia e pedagogia.

Organizzazione alternativa anche all'"IIS Colombo" , dove studenti e professori utilizzano gruppi privati sui social network e la piattaforma MasterCom per condividere lezioni, appunti e verifiche, così come anche al liceo scientifico "F. Cecioni" dove gli insegnanti si serviranno di programmi web per andare avanti col programma. Una forma di "didattica a distanza" che certo non può sostitutire quella tradizionale ma, in periodo di crisi, quantomeno aiuta a non restare indietro.

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