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Venerdì, 2 Dicembre 2022
Cronaca Centro / Piazza Grande

"Basta guerre", manifestazione il 4 novembre nella giornata della Festa delle Forze Armate: "Niente da celebrare"

In piazza Grande il presidio organizzato dal Coordinamento cittadino per il ritiro immediato delle missioni militari italiane all'estero

Il 4 novembre in Italia è la Festa delle Forze Armate che celebra la resa dell'impero austro ungarico e la fine della Grande Guerra. Per il Coordinamento cittadino per il ritiro immediato delle missioni militari italiane all'estero, tuttavia, non c'è niente da festeggiare per quella che "da sempre è una giornata di propaganda guerrafondaia che spesso coinvolge anche le scuole". Ed anzi, il prossimo venerdì 4 novembre, annunciano, sarà l'occasione per manifestare con un presidio in piazza Grande, alle 17.30, per dire "Basta guerre, basta militarizzazione del territorio".

"Solo in Italia nella prima guerra mondiale morirono oltre 600 mila soldati e oltre 500 mila civili per gli interessi della monarchia e dei circoli finanziari e militari ad essa legati - dicono dal coordinamento -. La retorica dell'unità nazionale fu usata per giustificare questo massacro. Moltissimi furono i disertori, i fucilati e coloro che espressero un deciso rifiuto della guerra". "Oggi più che mai non c'è niente da festeggiare - proseguono -. La guerra in Ucraina a cui l'Italia partecipa come cobelligerante, inviando armi e denaro, ma anche schierando truppe e mezzi militari ai margini del conflitto, crea una inaccettabile escalation militare con ripercussioni pesantissime anche qui: dall'aumento della propaganda militarista nelle scuole, allo sfruttamento massiccio dei territori per scopi militari, all'economia di guerra che viene imposta e che si traduce sempre più in carovita insostenibile, taglio dei salari, dell'occupazione e delle spese sociali".

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Ecco, in sostanza, quali sono dunque le ragioni del presidio spiegate dal Coordinamento: 

  • fermare la guerra innescata e alimentata da governi di ogni schieramento, sia da quelli legati a Putin e che da quelli legati alla NATO
  • fermare le guerre diffuse in tutto il mondo, che alimentano povertà, predazione di risorse, migrazioni forzate
  • bloccare l'invio di armi, l'aumento delle spese militari, il rifinanziamento delle missioni militari
  • impedire la costruzione della nuova base militare a Coltano, l'ampliamento di Camp Darby e la crescente militarizzazione del territorio
  • opporsi alla crescente presenza degli ambienti militari nelle scuole, perché le pratiche militari non devono interferire con l'educazione scolastica, formativa, e di sviluppo del libero pensiero degli alunni e degli studenti
  • rifiutare la propaganda bellica, rifiutare le retoriche patriottiche, rifiutare l'esaltazione della morte e delle stragi, a partire da iniziative di lotta il prossimo 4 novembre
  • costruzione dello sciopero generale del 2 dicembre contro la guerra, il carovita e l'economia di guerra
  • esprimere solidarietà alle popolazioni colpite dalle guerre e sostegno ai disertori e a coloro che rifiutano le logiche dei loro governi
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