Piombino, sequestrate oltre 3mila mascherine irregolari all'interno di una farmacia

La scoperta dei Nas di Livorno: i dispositivi erano privi delle indicazioni obbligatorie previste dalla normativa vigente. La replica dell'amministrazione comunale: "Non conforme la sola etichettatura presente sull'imballaggio"

Maxi sequestro di mascherine Piombino da parte dei carabinieri del Nucleo antisofisticazioni e sanità (Nas). Gli uomini dell'Arma durante i controlli che effettuano periodicamente per l'emergenza da Coronavirus hanno scoperto all'interno di una farmacia 3.619 dispositivi in vendita privi delle indicazioni obbligatorie previste dalla normativa vigente. Non si tratterebbe comunque delle mascherine inviate dalla Regione ai comuni, ma sarebbero state prodotte da una ditta della zona. I Nas hanno sequestrato il materiale che sarà sottoposto a dei controlli per stabilire se rientra nella categoria dei dispositivi di protezione individuale (Dpi) o nei dispositivo medico oppure se si tratta un tessuto non tessuto (Tnt). Il blitz dei Nas rientra nelle operazioni di contrasto alla commercializzazione di prodotti sprovvisti di autorizzazione da parte dell'Istituto Superiore di Sanità, nell'ambito della procedura in deroga prevista dalla normativa relativa all'emergenza covid-19.

Piombino, mascherine irregolari: il chiarimento dell'amministrazione comunale

Sulla questione, nel pomeriggio del 23 aprile, è intervenuta anche l'amministrazione comunale. Secondo quanto comunicato, attualmente le mascherine sono in custodia nella farmacia comunale di piazza Costituzione. "Comune e Sgs, società che gestisce le farmacie comunali, - si legge nella nota - tengono a precisare che i dispositivi in questione sono tutti dotati di certificazione CE prevista dalla normativa vigente, la cui documentazione è stata fornita in fase di controllo così come le regolari fatture relative alla merce acquistata. I Nas hanno ritenuto di procedere al sequestro perché, a seguito del controllo effettuato, non risulta essere invece conforme la sola etichettatura presente sull'imballaggio delle mascherine". 

"I dispositivi - continua l'amministazione - sono stati acquistati da un fornitore che ha sede in Piombino: la Sgs ha subito provveduto a chiedere alla ditta fornitrice ulteriore documentazione a sostegno delle certificazioni del materiale oggetto di contestazione per metterlo a disposizione delle autorità qualora venisse richiesto. Queste mascherine protettive erano state acquistate per far fronte all'emergenza sanitaria in corso e sono state messe in commercio dalle farmacie comunali al prezzo di acquisto senza nessun ricarico che ne potesse far emergere un guadagno. La società si riserva la possibilità di richiedere nota di credito al fornitore a tutela del proprio interesse". 

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