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Lunedì, 3 Ottobre 2022
Cronaca

Scuola, l'accusa di due genitori: "Nostro figlio autistico bullizzato dai compagni di classe"

La rabbia del padre e della madre: "Venga creato un percorso di inclusione". Ma l'istituto risponde: "Già fatto il possibile"

Da una settimana un ragazzo autistico livornese non va più a scuola perché "non se la sente", dopo le presunte offese ricevute dai suoi compagni di classe. I genitori non ci stanno ad accettare tutto questo passivamente e così hanno deciso di rendere pubblica la situazione che si è venuta a creare. "Handicappato, handicappato" era la frase che il ragazzo continua a dire girovagando per casa. Insospettiti, il babbo e la mamma gli hanno chiesto dove l'avesse sentita pronunciare: "A scuola mi chiamano tutti handicappato di m… e si allontanano". La donna a questo punto si è subito recata all'istituto (del quale omettiamo volontariamente il nome, ndr)  per parlare con la coordinatrice del sostegno e la vicepreside: "All'incontro era presente anche mio figlio - accusa la madre - e dopo che ho spiegato la situazione mi è stato detto di aspettare. Come se non bastasse ho scoperto  che alcuni compagni di classe avevano creato su Instagram un gruppo dal nome 'Beh sì siamo autistici', con chiari riferimenti nei confronti di mio figlio".

A questo punto i genitori hanno chiesto aiuto della polizia postale per cercare di fare luce sulla questione: "Poche ore dopo la nostra denuncia - lamenta la madre-, la scuola mi ha scritto una mail dove mi avvertiva che aveva interrogato i compagni di classe e i loro genitori e che tutti avevano negato sia esistenza del gruppo che gli episodi di bullismo. Secondo noi era più giusto parlarne tutti insieme e convocare un consiglio di classe straordinario, ma non abbiamo ricevuto risposte. L'inclusione passa attraverso tutti, dalla dirigenza agli alunni". Anche il padre del ragazzo alza la voce: "Sul sito della scuola ci sono delle linee guida da osservare nei casi di bullismo e pone come punto centrale il consiglio di classe per poter verificare se ci siano delle condotte illecite e delle criticità all'interno della classe. Se i compagni di classe non vogliono essere toccati da mio figlio, cosa ci resta a fare in quella classe?".

I genitori arrivati a questo punto vogliono conoscere quali siano le intenzioni della scuola e cosa intendono fare per far si che il loro figlio posso trascorrere in maniera serena quest'ultima parte di anno scolastico.

La replica della scuola

Attraverso una nota inviata alle redazioni, la scuola accusata risponde ai genitori: "Per prima cosa si puntualizza che i problemi legati alla scuola non possono e non devono essere dati in pasto ai social o affrontati con le conferenze stampa. Nei confronti di questa vicenda incresciosa, la scuola continua e continuerà ad agire esclusivamente nell'interesse primario degli studenti, diversamente abili e non.
Siamo davvero costernati di fronte alle prese di posizione della famiglia, e ci auguriamo, soprattutto per il suo bene, che il ragazzo torni quanto prima a scuola, come del resto impone la legge. Si ribadisce che, nonostante ad oggi la famiglia non abbia presentato nessuna denuncia scritta circostanziando fatti e persone, la scuola si è comunque attivata con una istruttoria ancora in corso. Ma dai primi elementi emersi possiamo affermare che finora non si rileva alcun profilo di responsabilità da parte di studenti e/o di docenti. In ogni caso, comunque, la scuola ribadisce la propria apertura al dialogo e all'intesa, che sono senpre stati per noi alla base della comune sinergia educativa fra scuola e famiglia. Siamo quindi disponibili, come nostra consuetudine, ad affrontare eventuali problematiche in termini educativi e progettuali, finalizzati alla crescita e al benessere di tutti gli studenti. 

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