Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca

Riduzione delle giornate di pesca, cooperative in sciopero: "Vogliono chiudere le imprese del Mediterranneo"

La decisioni dell'Unione europea di tagliare entro il 2024 il 40% delle attività in mare fa scattare la protesta nazionale: "Una persecuzione". Bartoli (FedAgriPesca): "Politiche dissennate, si distrugge un comparto con ripercussioni su ristorazione e turismo"

La pesca italiana si ferma e quella del comparto toscano sarà al fianco dell'Alleanza delle cooperative italiane che ha indetto per oggi sabato 12 marzo uno sciopero nazionale con le manifestazioni di Venezia e Mazara del Vallo (evento Facebook "Salviamo la pesca italiana" dalle 10 alle 13). Una protesta contro la riduzione del 40%, entro il 2024, delle giornate di pesca, decisione della'Unione europea che rischia di uccidere non solo il settore della pesca a strascico nel Mediterraneo, in particolare, ma l'intera filiera ittica che arriva fino alla ristorazione e, quindi, il turismo. 

"La Commissione europea ha deciso di far chiudere le imprese della pesca Ue in Mediterraneo con la progressiva riduzione dei giorni annui di attività in mare - dicono dall'Alleanza delle cooperative -. Non sono bastate la riduzione del 20% di sforzo di pesca attuata dall'Italia in 3 anni e la demolizione della flotta di oltre il 16% nell'ultimo decennio, si vuole continuare a ridurre oltre al limite di redditività delle imprese, portandole inevitabilmente a sbarcare gli equipaggi e a chiudere".

"Non intendiamo subire ulteriormente la persecuzione ideologica perpetrata ai danni della pesca italiana dalla commissione europea - concludono le cooperative -, dobbiamo tutti evitare che la domanda nazionale venga soddisfatta solo dalle importazioni, per non cancellare secoli di storia, tradizione, cultura della pesca in mare, per non far chiudere i nostri mercati ittici, per non desertificare le comunità costiere, per salvare migliaia di imprese e i posti di lavoro di chi esce ogni giorno in mare per portare pesce italiano sulle nostre tavole".

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#Salviamolapesca, Bartoli: "Preoccupati per i livelli occupazionali"

Intanto rimbalzano sui social le foto dei pescatori toscani che, accanto alle loro barche, alle reti, al pescato mostrano i cartelli con l'hashtag #Salviamolapesca per dimostrare la loro adesione alla protesta. "La cultura del mare e la vitalità delle comunità costiere - commenta Andrea Bartoli, presidente di FedAgriPesca-Confcooperative Toscana - rischiano di essere un ricordo del passato a causa di una politica dissennata che continua a ridurre l'attività dei nostri pescherecci, costringendo alla chiusura le imprese e che mira a chiudere la pesca a strascico, il comparto principale che rifornisce di pesce fresco le tavole degli italiani e dei turisti".

"Siamo preoccupati soprattutto per i livelli occupazionali - continua Bartoli - e pensiamo che la riduzione dello sforzo di pesca non possa essere l'unica misura per preservare lo stock ittico del Mediterraneo. Si tralasciano così le molteplici forme di inquinamento, le attività di trivellazione petrolifera, l'intenso traffico navale marittimo, la cementificazione delle coste e le conseguenze dei cambiamenti climatici".

"Non è bastata la riduzione del 20% di sforzo di pesca attuata dall'Italia in 3 anni, si vuole continuare a ridurre, portando le imprese a sbarcare gli equipaggi e a chiudere. Aderiamo quindi con convinzione a questa iniziativa di protesta che sta raccogliendo il favore di moltissimi politici nazionali ed europei, di sindaci ed amministratori locali oltre che di organizzazioni professionali della pesca euro mediterranee".

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