Traffico di droga, esplosivi e rapine: 32 arresti tra Italia e Corsica, basi logistiche anche in provincia di Livorno

Sgominata una banda internazionale che operava tra Sardegna, Corsica, Toscana e Campania. In un ovile nel livornese armi ed esplosivi per l'assalto alla Mondialpol di Cecina. Accusati di associazione per delinquere, gli indagati dovranno rispondere anche di riciclaggio e detenzione di armi clandestine

Una vasta operazione dei carabinieri del Comando provinciale di Cagliari, in coordinamento con i colleghi del Reparto Operativo di Livorno, ha portato all'alba di ieri, giovedì 7 gennaio, all'arresto di 32 persone, di cui 20 in carcere e 12 ai domiciliari, tra Sardegna, Toscana (tre arresti a Livorno, Pisa e Grosseto), Campania e Corsica. Le misure cautelari, disposte dalla Direzione distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Cagliari, sono arrivate al termine delle indagini relative alla cosiddetta operazione "Maddalena", le quali hanno rivelato l'attività criminosa di un gruppo di sardi (chiamati desulesi perché in maggioranza originari di Desulo in provincia di Nuoro) che contrabbandava droga (marijuana e cocaina in particolare) ed esplosivi in cambio di armi dalla Corsica. I reati contestati agli indagati, tutti italiani e due corsi, sono quelli di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, al traffico internazionale e alla detenzione di armi comuni da sparo, da guerra e clandestine, all'organizzazione di reati gravi contro il patrimonio (rapine e assalti a caveaux e furgoni portavalori), smercio di banconote false e riciclaggio di mezzi e denaro.

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L'assalto fallito alla Mondialpol di Cecina

Oltre alla droga e alle armi, la banda - secondo l'accusa guidata da Giovanni Mercurio, 56enne di Loculi - avrebbe portato a termine numerose rapine a uffici postali, banche, furgoni portavalori e ad alcune sedi della Mondialpol, una agenzia di sorveglianza privata. Il gruppo, che gli inquirenti hanno rivelato essere in affari anche con esponenti della camorra (nello specifico coi clan Fabbrocino e Di Lauro) e della 'ndrangheta, avrebbe pure ultimato i preparativi per un colpo alla sede Mondialpol di Cecina approfittando del lavoro del presunto basista Robertino Dessì, un allevatore sardo che disponeva di un ovile nel quale custodiva le armi e gli esplosivi della batteria operativa. Assalto, quest'ultimo, poi non andato a buon fine per colpa di un camion fermatosi per strada e un escavatore comunque troppo piccolo.

Dopo la mancata rapina a Cecina, i desulesi avrebbero quindi incaricato Giovanni Littarru, camionista residente in Toscana, di riportare le armi in Sardegna. Il 31 luglio 2020 Littarru, arrivato al porto di Cagliari col suo camion carico di legname, era stato fermato e perquisito: nascosti tra il legname ,tre kalashnikov, due fucili, tre pistole Beretta e due Glock, due bombe a mano, tritolo, esplosivo plastico, giubbotti antiproiettile e oltre 400 munizioni di diverso calibro, passamontagna e guanti.

Indagini iniziate nel 2018, in campo elicotteri e unità cinofile

L'attività di indagine, condotta dai carabinieri del Comando Provinciale dei carabinieri di Cagliari coadiuvati dal Comando Provinciale di Livorno, sotto il coordinamento delle rispettive Dda delle Procure di Cagliari e Firenze, era iniziata nel 2018. Ieri gli arresti tra le province di Cagliari, Nuoro, Oristano, Sassari, Livorno, Grosseto, Roma, Caserta e Napoli, e il territorio della Corsica. Nelle operazioni è stato coinvolto anche  personale del Battaglione "Toscana", del Nucleo elicotteri di Pisa e del Nucleo Cinofili di San Rossore (PI), con l'ausilio di squadre e unità cinofile antidroga e anti-esplosivo dello Squadrone eliportato Cacciatori di Sardegna.

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