Igor Protti, 15 anni fa l'addio al calcio con la maglia del Livorno: la fine della storia e l'inizio della leggenda

Il 22 maggio 2005, contro la Juventus, l'ultima partita del "signore delle reti". L'ex attaccante, miglior goleador di sempre nella storia del Livorno, trascinò gli amaranto dalla Serie C alla A

"Finisce la storia, comincia la leggenda". Con queste parole Fabrizio Pucci, volto noto del giornalismo sportivo livornese, commentò l'uscita dal campo di Igor Protti nel match contro la Juventus del 22 maggio 2005, terminato sul punteggio di 2-2. Quella, per "il signore delle reti", fu infatti l'ultima partita di una carriera lunga ventidue anni, nove dei quali trascorsi con indosso la maglia amaranto. Un'avventura iniziata appena diciottenne, interrottasi poi dopo tre stagioni per riprendere undici anni più tardi, dando vita alle più belle pagine della storia recente del Livorno.

E anche in quell'ultimo appuntamento, in quella calda giornata primaverile di 15 anni fa, Protti lasciò il segno, svettando di testa sulle spalle di Fabio Cannavaro al secondo minuto della ripresa per infilare la sfera alle spalle del portiere bianconero Antonio Chimenti, subentrato a Gianluigi Buffon nell'intervallo. Poi, al 61', la sua uscita dal campo per lasciar spazio a Tomas Danilevicius, ma, soprattutto, per prendersi la standing ovation del suo popolo, tutto in piedi sui gradoni dell'Armando Picchi per dare il commiato al suo trascinatore. Igor, prima di abbandonare il terreno di gioco, legò a fascia di capitano al braccio di Cristiano Lucarelli, in un simbolico passaggio di consegne.

Protti e il Livorno, gli inizi

L'avventura di Protti a Livorno iniziò nel lontano 1985. Igor, allora, era giovanissimo e stava muovendo i suoi primi passi da professionista. Dopo aver collezionato una manciata di presenze nelle due stagioni precedenti con la maglia del Rimini, l'attaccante raggiunse i Quattro Mori per cercare di imporsi nel calcio dei grandi. Qui rimase per tre stagioni, collezionando complessivamente 60 presenze tra campionato e Coppa Italia e realizzando 17 reti. Ma Protti, soprattutto, seppe entrare subito nel cuore della tifoseria: la sua grinta, il suo carattere battagliero, la sua determinazione incarnavano infatti alla perfezione lo spirito labronico.

Igor, poi, iniziò a girovagare per l'Italia: Virescit Bergamo, Messina, Bari (con il quale si laureò capocannoniere in Serie A), Lazio, Napoli, di nuovo Lazio e poi Reggiana, prima di ritornare al suo vecchio amore: Livorno e il Livorno. Protti, quando lasciò in gioventù gli amaranto, fece infatti una promessa: un giorno sarebbe tornato per riportare la squadra in Serie B. Una promessa non solo mantenuta, ma alla quale seppe andare addirittura oltre.

Protti, il ritorno a Livorno e la promozione in Serie B

La B, dopo la stagione 1999-2000 di transizione, nella quale Protti scontò una lunga squalifica in seguito all'espulsione nel derby con il Pisa, e la delusione di Como dell'anno seguente, venne raggiunta al terzo tentativo al termine di una cavalcata trionfale: decisiva, manco a dirlo, una rete del numero 10, che a Treviso, a pochi minuti dal triplice fischio finale, fece impazzire il settore ospiti del Tenni. Era il 28 aprile 2002 e sette giorni più tardi, il 5 maggio, la promozione si materializzò definitivamente con il 3-0 interno all'Alzano. E Protti, anche in quell'occasione, inserì il suo nome nel tabellino dei marcatori, consacrandosi come capocannoniere del torneo.

Protti e il Livorno, la conquista della Serie A al fianco di Cristiano Lucarelli

Nell'anno seguente Igor si ripetè, laureandosi capocannoniere anche in Serie B e trascinando gli amaranto ad una tranquilla salvezza. A quel punto per l'attaccante la sua missione all'ombra dei Quattro Mori era terminata: non solo aveva riportato la squadra nel torneo cadetto, ma era anche riuscito, a suon di reti, a difendere quella B inseguita per 30 anni, consolidando la posizione del Livorno nel calcio che conta. Al termine del campionato annunciò così il ritiro.

Nell'estate 2003, però, accade qualcosa di imprevisto: Cristiano Lucarelli, ex bomber di Lecce e Torino, rinunciò al famoso miliardo pur di tornare nella sua Livorno e iniziò subito un'opera di persuasione nei confronti di Protti. Voleva farlo tornare sui suoi passi, così da realizzare il suo sogno: giocare con il suo idolo. Igor non resistette: gli scarpini, già riposti nell'armadio nei giorni precedenti, furono rispolverati e nuovamente infilati in borsa. Per i colori amaranto fu una nuova, storica svolta: al termine di quel campionato, a distanza di 55 anni dall'ultima volta, arrivò la promozione in Serie A, conquistata matematicamente il 29 maggio 2004 con il 3-1 di Piacenza.

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Protti, il ritiro e il ritorno a Livorno da dirigente

Protti, malgrado le 37 candeline, riuscì poi a rendersi protagonista anche nel massimo campionato, realizzando sei reti e contribuendo in maniera decisiva alla salvezza degli amaranto. Poi l'annuncio del ritiro e quell'ultima partita contro la Juventus, prima di tornare a Livorno da dirigente nell'estate 2016. Ed anche in quel ruolo l'ex bomber è riuscito a riportare in B gli amaranto, che, nel frattempo, erano risprofondati nell'inferno della C al termine del campionato 2015-2016. Poi, dopo la clamorosa salvezza dello scorso anno, il divorzio con la società. Ma quello tra Protti e il Livorno, ne siamo certi, rimarrà un legame indissolubile, destinato a non esaurirsi mai.

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