Livorno, Favilli non sarà più lo speaker: "Decisione sofferta ma condivisa con la società"

Termina un'avventura iniziata nella stagione 2002/2003, la prima in Serie B dopo 55 anni: "Vissute emozioni uniche"

Diciassette anni. Tanto è durata l'esperienza di Gabriele Favilli come speaker ufficiale del Livorno Calcio, con la sua voce divenuta ormai inconfondibile per tutti i tifosi amaranto. Un'avventura iniziata nella stagione 2002/2003, l'anno seguente la storica promozione in Serie B targata Osvaldo Jaconi, nel momento più roseo della storia recente della vecchia Unione Sportiva. Un matrimonio che però, come annunciato pubblicamente dallo stesso Favilli attraverso un post diffuso su Facebook, si è definitivamente concluso in questi giorni, con i supporter di Luci e compagni che sabato 31 agosto, quando la formazione di Breda farà il suo esordio davanti al proprio pubblico in campionato, rimarranno probabilmente spaesati nel sentire fuoriuscire dagli altoparlanti del Picchi una diversa voce. E sarà un'assenza che si farà sentire, così come mancherà la capacità invettiva di Favilli, coniatore di numerosi soprannomi entrati nel lessico comune dei tifosi amaranto: da "il signore delle reti" per Igor Protti a "Mister miliardo" per Cristiano Lucarelli, da "argento vivo" per Francesco Valiani al "ministro della difesa" per Richard Vanigli, da "il toro di Brindisi" per Vantaggiato a "il puma" per Emerson.

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Favilli: "Emozioni uniche, ma anche il dolore per la perdita di Morosini"

Un'avventura che la redazione di LivornoToday, contattandolo telefonicamente, ha voluto ripercorrere con lo stesso Gabriele Favilli.

Ciao Gabriele, innanzitutto com'è maturata questa decisione?

"Si tratta di una decisione presa di comune accordo con la società: da parte loro, dopo tutti questi anni, c'era probabilmente la voglia di cambiare, mentre da parte mia c'era la sensazione di aver già dato tutto. Non c'è però stata alcuna polemica e nessuno scontro, è stato solamente il naturale evolversi di una situazione: le cose belle, così come nascono, poi finiscono. Voglio anzi ringraziare il Livorno e tutta la società per avermi permesso di vivere quest'esperienza".

Un'esperienza lunga ben diciassette anni: cosa ti è rimasto a livello umano e a livello di emozioni?

"Guarda, la cosa più difficile sarà abituarsi a non vedere più i vecchi amici di tribuna. È stata un'esperienza stupenda, durante la quale sono nate numerose amicizie anche con tanti giocatori che continuo a sentire ancora oggi. Ho avuto la possibilità di presentare le gare del Livorno in Serie B, in Serie A e addirittura in Coppa Uefa, ho letto formazioni di squadre blasonate come Juventus, Inter, Milan o Espanyol, ho annunciato giocatori come Totti, Del Piero e Zanetti: è stato qualcosa di unico".

Due flash: il momento più bello e quello più triste di questo percorso.

"Il momento più bello è senza dubbio la promozione in Serie A con Nicola dopo la finale playoff con l'Empoli. Venivamo infatti da un'annata tragica, con la scomparsa di Piermario Morosini. Ed è proprio qui che si collega il momento più difficile: quando ho dovuto annunciare l'arrivo del feretro del Moro allo stadio avevo le lacrime agli occhi, ma dovevo cercare di mantenermi distaccato. Penso che sia stato proprio Piermario a darci la forza per l'anno seguente".

Nel corso di tutto questo tempo hai coniato numerosissimi soprannomi: quali sono quelli a cui sei più legato e che senti più tuoi?

"Tutti li sento miei, la cosa bella è che mi venivano spontaneamente. Probabilmente quelli a cui sono più legato sono "il signore delle reti" e "Mister miliardo", poi penso al "toro di Brindisi" per Vantaggiato, coniato sulla falsariga del "toro di Sora" che era Pasquale Luiso. Ma ce ne sono tanti altri, come "re Mida", sempre per Protti, "sale e scende Giovanni Pasquale", "geometra" per Passoni, "il drago lituano" per Danilevicius, "argento vivo" per Valiani...".

E ora nel futuro? Continuerai a seguire il Livorno dallo stadio?

"Diciamo che non ho ancora deciso cosà farò da grande, vedremo se collaborerò per qualche testata. Allo stadio sicuramente continuerò a venirci, magari non tutte le domeniche, ma con il cuore ci sarò sempre. Del Livorno rimarrò infatti sempre un grande tifoso".

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