Venerdì, 17 Settembre 2021
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Dario Ballantini presenta la mostra "Antologica 1980-2020": "Qui c'è tutta la mia storia"

La personale del pittore, attore e trasformista livornese, ospita quarant'anni di opere, dai disegni giovanili alle tele dipinte durante il lockdown

"In questa mostra c'è tutta la mia vita, tutta la mia storia". Poche, semplici, parole quelle usate da Dario Ballantini per presentare la sua mostra "Antologica 1980-2020" che sarà inaugurata venerdì 21 agosto alle 21 al Polo museale dei Bottini dell'olio. Un allestimento travagliato, bloccato dal lockdown, che riesce finalmente ad arrivare al pubblico nella città natale del poliedrico artista. "Era doveroso, visti i ritardi subiti, inaugurare questa mostra durante Effetto Venezia - è intervenuto l'assessore alla cultura Simone Lenzi - e sono felice di ospitarla nel cuore pulsante delle attività artistiche cittadine. Ballantini è figlio illustre di Livorno, artista proteiforme, aggettivo che si usa per chi non si lascia ingabbiare nelle definizioni, dotato di un talento che non si esaurisce nei successi attoriali ma trova una nuova forma nell'arte figurativa". 

La mostra, promossa dal Comune di Livorno con il sostegno di Rotary Club Livorno, Conad e Compagnia degli Onesti, sarà visitabile fino al 20 settembre tutti i giorni di agosto dalle 21 alle 24 e a settembre dalle 8.30 alle 19.30. 

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La mostra di Ballantini "Antologica 1980-2020": una storia lunga 40 anni

La mostra, curata da Massimo Licinio e Annalisa Gemmi, raccoglie la lunga produzione di Ballantini, quarant'anni di opere - dal quadro "Passato Presente" dipinto di getto la notte prima della nascita del figlio ai disegni fatti a penna sul diario del liceo, fino alle scenografie utilizzate in concerto da Ivano Fossati e alle opere realizzate nei mesi scorsi durante il lockdown - che si fanno testimoni di un'urgenza di raccontare, irrequieta come la sua Livorno, che compare in tante opere, anche solo in un tetto o in un profilo accennato. 

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Una produzione che nel tempo è stata riconosciuta e apprezzata in tante parti del mondo e che ha conquistato anche personaggi illustri, da Fossati appunto a Lucio Dalla, da Enrico Ruggeri a Vasco Rossi, che nelle scorse ore ha pubblicato su Instagram una storia dedicata alla mostra di Ballantini e alla sua mostra livornese.

"Sono sempre stato un estimatore della musica cantautorale italiana - ha confessato Ballantini - e c'è un legame forte tra le mie opere e la musica dei cantautori. È un mistero, sono legate da un linguaggio comune, c'è un "non detto" di fondo che le rende affini". Bellissimo il ritratto che di lui tratteggia Ivano Fossati. "Ballantini mi convince fin dal primo momento perché corre nella sua arte su una via tortuosa, attraverso la quale non si preoccupa di disorientare(...). Sono anni affollati per dirla insieme a Giorgio Gaber e noi tutti ci stiamo dentro fino al collo, il presente è ancora più impenetrabile del futuro, Ballantini sembra averlo capito da un pezzo". 

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