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Domenica, 27 Novembre 2022
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Danza, Valeria Busdraghi torna a Livorno con "Tempesta": "Entusiasta di esibirmi nella mia città"

Lo spettacolo con protagonista la ballerina livornese si terrà al Grattacielo il 28 e 29 ottobre

Torna ad esibirsi nella nostra città Valeria Busdraghi, danzatrice freelance livornese. Venerdì 28 e sabato 29 ottobre, alle 21.30 al centro artistico Il Grattacielo, andrà infatti in scena "Tempesta", spettacolo di teatro-danza della compagnia MDA diretta da Aurelio Gatti che vedrà per protagonisti, oltre alla stessa Busdraghi, anche Lucia Cinquegrana, Paola Saribas e Sebastiano Tringali. "Sono entusiasta di tornare in scena a Livorno", ha affermato la ballerina, che, a 14 anni, iniziò il suo percorso alla scuola di danza A.E.D prima di proseguire la sua formazione professionale ottenendo il diploma in danza classica alla John Cranko Schule di Stoccarda e una bachelor in danza moderna alla University of Arts di Rotterdam.

"Tempesta uno spettacolo unico, soddisfazione immensa condividerlo con la mia città"

"Lo spazio del centro artistico Il Grattacielo sta diventando in qualche modo la piattaforma d'esposizione delle diverse produzioni che mi hanno fatto crescere come persona e come performer - ha dichiarato Valeria Busdraghi, che, in questi anni, si è esibita a giro per l'Europa -. Non c'è niente di più appagante dell'imparare, assorbire un nuovo "colore" e della possibilità di condividerlo, specialmente con la città dove tutto il mio percorso di vita e di danzatrice è iniziato. Tempesta è, a mia opinione, uno dei lavori più completi ed esaustivi del teatro-danza che ho vissuto. Un'armonia tra completezze: la danza, la recitazione, la musica e la tematica trattata. Tre danzatrici e un attore affrontano il tema dell'immigrazione attraversati dalla tempesta della vita, dove ognuno perderà il suo patrimonio, il suo sapere così come il suo passato e il suo futuro".

"Il lavoro della compagnia MDA - ha aggiunto la danzatrice - è molto poetico e allo stesso tempo umano e concreto: gli spettacoli attingono alle storie dei miti epici e presentano parallelismi e conseguenti riflessioni con quelli che sono i problemi sociali di oggi. Il danzatore offre il suo corpo all'estremo come strumento e canale di comunicazione. È un lavoro che mi ha permesso di spogliarmi dell'estetismo inutile, valorizzando la concretezza dell'essenza e l'autenticita' del momento. Ecco perché trovo che nei lavori di Aurelio Gatti si possa parlare di sacralità: con lui si apprende il teatro, lo stare in scena, il pensiero-scelta -decisione prima di ogni azione, coesistendo con lo spazio, le relazioni con gli attori e con gli oggetti di scena e spesso con gli imprevisti che ne derivano e che rendono ogni spettacolo ancora più unico e irripetibile. Un viaggio che sorprende di continuo".

"Una delle produzioni della compagnia a me più care - ha sottolineato Valeria Busdraghi -, perché la sua creazione risale al 2015, anno del mio debutto con MDA. Mi ricordo di essere andata in scena con il rumore del mare siciliano di Pozzallo che faceva da fondale, impreparata a quell'universo che si celava dietro un argomento così attuale eppure di difficile interpretazione e dietro alla densità delle parole dei movimenti che animano lo spettacolo. Ricordo il maestro Gatti che con le sue danzatrici storiche Carlotta Bruni e Rosa Merlino mi hanno mostrato e trascinato nel mondo della ritualità, diventando essenzialmente personaggio e non solo interprete. Una forza - ha concluso - che si è consolidata durante la ripresa 2021/2022 con le mie colleghe Lucia Cinquegrana e Paolo Saribas attraverso l'indagine e l'immersione più profonda nel messaggio, rendendoci  individui con storia propria, uniti, però, dalla stessa fatalità, stessa trepidazione, stesse aspettative di un futuro incerto".

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