Verità per Giulio. Ma Livorno dimentica Regeni

Fiaccolata in oltre cento piazze italiane per ricordare il giovane torturato e ucciso tre anni fa in Egitto e chiedere che sia fatta giustizia. A Livorno, però, nessuno ha organizzato niente

Tre anni senza Giulio. E, insieme, tre anni senza verità. Quella che i familiari hanno il diritto di conoscere e i governi, italiano ed egiziano, il dovere di far emergere. Ecco il significato della fiaccolata organizzata in oltre cento piazze della penisola in occasione del terzo anniversario dall'uccisione di Giulio Regeni: chiedere, ancora una volta, giustizia per il 28enne ricercatore triestino fatto sparire, torturato e quindi ucciso il 25 gennaio del 2016. Non ha mai smesso di farlo Paola Deffendi, la madre di Giulio, e con Amnesty International molte altre associazioni si sono schierate a fianco della famiglia Regeni. Comprese diverse amministrazioni comunali, tra cui quella livornese, che fin da subito hanno esposto fuori dai palazzi civici lo striscione "Verità per Giulio Regeni". Peccato soltanto che, una volta appeso, dopo tre anni se ne sia persa la memoria. Almeno a Livorno, dove nessuno ha organizzato niente per ricordare una delle tante "vittime di Stato".

"Siamo qui ad organizzare il terzo, e speriamo ultimo, anniversario della scomparsa di Giulio in assenza della verità - dice in una nota ufficiale il presidente di Amnesty International Italia, Antonio Marchesi -, ma allo stesso tempo siamo in attesa dei famosi 'passi in avanti' annunciati dal governo italiano in diverse occasioni. Per ora l'unica cosa che vediamo è la promozione del turismo in Egitto, il nostro paese amico, e l'intensificarsi di scambi commerciali e diplomatici".

"Noi proseguiamo a coltivare una speranza: che quell'insistere giorno dopo giorno a chiedere la verità - conclude Marchesi -, quelle iniziative che quotidianamente si svolgono in Italia e non solo producano il risultato che attendiamo: l'accertamento delle responsabilità per la sparizione, la tortura e l'uccisione di Giulio. Quella verità la deve fornire il governo egiziano e deve chiederla con forza quello italiano".

"FIERO DEL NOSTRO STRISCIONE" - In serata è poi arrivato il messaggio del sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, che ha espresso il proprio pensiero a titolo del tutto personale sulla sua pagina Facebook.

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