Cronaca

Sughere e Gorgona, la denuncia del garante dei detenuti: "Gravi carenze di personale"

Marco Solimano chiede l'intervento delle autorità: "Situazioni intollerabili. Nel carcere isolano manca da marzo la figura dell'educatore"

Giovanni De Peppo aveva denunciato le condizioni di precarietà di alcuni reparti, ora il nuovo garante dei detenuti del Comune di Livorno, Marco Solimano, pone l'attenzione sulla carenza di personale riguardante le carceri delle Sughere e della sezione staccata dell'isola di Gorgona. Una situazione definita "inaccettabile" e che non consente "un corretto espletamento dei servizi e delle funzioni all'interno delle due strutture".

Particolarmente grave, secondo Solimano, è quanto sta accadendo in Gorgona dove manca un educatore visto che l'ultimo presente è andato in pensione a febbraio e ancora non sarebbe stato rimpiazzato. Il garante ha fatto presente tutto questo al prefetto che ha assicurato la massima collaborazione. 

Sughere e Gorgona, il garante dei detenuti: "Gravi carenze" 

Solimano descrive senza troppi giri di parole quanto sta accadendo nei due penitenziari: "Da oltre un mese è in corso uno stato di agitazione del comparto funzioni centrali che vede coinvolti impiegati, educatori, funzionari. Si denuncia una grave carenza di personale, oramai segnalata da anni, che non consente un sollecito espletamento dei servizi e delle funzioni e che mina profondamente la qualità del lavoro stesso.
Situazione che viene ad aggravarsi con l'accorpamento, avvenuto nel 2013, del comparto amministrativo fra Livorno e Gorgona. Accorpamento che non viene accompagnato da un aumento del personale, già di per se carente per almeno il 30% dell'organico e che crea difficoltà importanti sull'Istituto livornese".

"Oramai la situazione - continua Solimano - ha raggiunto livelli di criticità molto preoccupanti, soprattutto nell'ufficio contabilità e conti correnti che ha una ricaduta pesantissima sulla vita quotidiana dei detenuti.
Si pensi a tutta la movimentazione del denaro dei reclusi, alla possibilità di acquistare generi di prima necessità in tempi certi, al ritardo pesantissimo dei vaglia in entrata ed in uscita". 

"Gorgona senza educatore, inaccettabile"

Il garante dei detenuti poi analizza più nel dettaglio i problemi del carcere isolano: "A febbraio è andato in pensione l'unico educatore e non è stato ancora sostituito, ma si preferisce supplire con missioni di personale da Livorno una o due volte la settimana, senza garanzia di continuità. La sua figura assume un ruolo centrale e strategico nell'osservazione e nella definizione di possibili scenari futuri, nella costruzione di percorsi di graduale fuoriuscita dalla realtà penitenziaria, nell'accesso a misure alternative o permessi.
Tutto questo è inaccettabile".

"Il prefetto ha assicurato la massima attenzione"

Solimano chiede che le autorità si prendano carico di questi problemi: "Le legittime motivazioni alla base dello stato di agitazione devono trovare una risposta urgente e rassicurante da parte del Provveditorato regionale ripetutamente sollecitato. Inoltre rappresentanze del personale sono state ricevute anche dal prefetto di Livorno che ha assicurato la sua massima attenzione. Restituire dignità ed efficienza agli uffici amministrativi che erogano anche servizi fondamentali per la vita dei detenuti è oramai improcrastinabile, alla luce anche di una condizione particolarmente complessa e difficile imposta dalla epidemia Covid fatta di isolamento, impossibilità di accesso a percorsi socio-riabilitativi, impossibilità di abbracciare i propri familiari". 

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