Salvini contro il Vernacoliere, Mario Cardinali: "Stiamo andando verso il cattofascismo"

Il direttore del mensile risponde al leader leghista che aveva criticato l'uso della Madonna per fare satira: "La lasceremo solo a lui, visto che ce l'ha sempre in bocca. Per fortuna non siamo ai tempi dell'Inquisizione, ma è un brutto andazzo e forse ci stiamo tornando"

Il direttore de Il Vernacoliere, Mario Cardinali

Il primo libro nel 1947, a dieci anni, quando ancora i bambini cercano il modo migliore per tenere in mano la penna. Quella che, poi, ha usato per migliaia di articoli in italiano e in vernacolo satirico livornese. A partire da Livornocronaca il Vernacoliere, fondato nel 1961 e trasformatosi negli anni ne Il Vernacoliere, mensile di cui è da sempre editore, direttore e feroce editorialista. Mario Cardinali, 82 anni, è da sempre stato l'anima di un patrimonio culturale espressione della livornesità, uno dei "simboli della satira e della libertà d'espressione italiana", come gli fu riconosciuto nel 2016 con la consegna del Gonfalone d'Argento, massima onorificenza del Consiglio regionale della Toscana.

Ma proprio quella satira e quella libertà d'espressione non sono piaciute al leader della Lega, Matteo Salvini, critico nei confronti dell'ultima locandina del Vernacoliere per aver tirato in ballo la Madonna. Un'uscita, quella dell'ex vicepremier, già criticata sui social e alla quale il direttore del mensile livornese risponde con la consueta ironia: "Allora, visto che ce l'ha sempre in bocca, la lasceremo solo a lui la Madonna. A parte gli scherzi, non è un bell'andazzo", attacca Cardinali in una piacevole conversazione con LivornoToday che, tra una battuta e l'altra, si fa via via più seria. 

Locandina Vernacoliere-2

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Direttore, in tanti anni non sarà la prima volta che suscita la reazione di qualche politico...

Infatti non è la prima volta, ma nessuno si era mai risentito, anzi. Già una volta Enrico Letta, quando era presidente del Consiglio, citò la locandina del Vernacoliere  "Alfano mi tratta da pisano, mi dà le pedate sotto il tavolino", rispondendo in maniera molto lusingata "Questo è un colpo basso". E quando pubblicammo "Topa ai disoccupati e alle disoccupate un cazzo" Luigi Di Maio mi scrisse che ero un grande. Gli risposi "grande un tubo, sono alto un metro e sessantacinque".

Questa volta, però, è arrivato l'ammonimento di Salvini: come l'ha presa?

Dare addosso alla satira sarebbe davvero brutto. Ogni tanto sulla nostra pagina Facebook compare qualche commento "Tanto vi faremo chiudere", ma sono sessant'anni che sono aperto e infatti ogni tanto tira fresco. Diciamo che non mi preoccupo affatto, anche perché era molto più facile ricevere qualche querela ai tempi di Livorno Cronaca che adesso. Fortunatamente la satira gode ancora di un po' di libertà. E poi, pur avendo la fama di essere libertari di sinistra - tanto che i leghisti ci danno dei comunisti -, ci è tuttavia riconosciuta una certa libertà di pensiero, non portiamo rispetto a nessuno. 

locandine Vernacoliere-2

Quale è stato il suo bersaglio politico preferito, quello che ha offerto più spunti alla satira del Vernacoliere?

Indubbiamente Berlusconi, con tutto quello che combinava. Con lui abbiamo fatto delle locandine memorabili, come quella "Berlusconi appare alla Madonna e ni dice: 'Ti darò un altro figlio per sarvà l'Italia dal comunismo'. Ma la Madonna l'ha mandato 'nculo". Non si arrabbiò, anche perché se i politici si arrabbiano lo fanno nelle segrete stanze. E la reazione di Salvini è più un'esca per stuzzicare qualcuno che possa sentirsi offeso dal parlare della Madonna, di religione. D'altronde in Italia è facilissimo andare incontro a queste situazioni, come quando titolammo "Madonna trogolona" con chiaro riferimento alla cantante e ci portarono in tribunale. Per fortuna, però, non siamo più ai tempi dell'Inquisizione. Per quanto, forse, tra poco, ci ritorneremo.

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Stiamo andando verso il cattofascismo. Non dimentichiamoci che il fascismo ha avuto anche le sue legioni di sacerdoti inquadrati che marciavano a braccio alzato. La comunione tra clero e dittatura, la politica clericale più ottusa c'è sempre stata. Basta pensare al franchismo, guardare alle altre religioni come nell'Islam, o vedere gli ortodossi in Israele: le teorie meno liberali in politica si sposano sempre con le teorie meno liberali della religione. Se continua questo andazzo, andremo in questa direzione. È quasi naturale, sono sbocchi già visti, lo dice la storia. E la storia si ripete: ciò che avviene non è mai nuovo, c'è sempre qualcosa a cui si fa riferimento, che ritorna.

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