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Coronavirus, Usb: "Reintegrate le addette delle pulizie dell'ospedale licenziate ingiustamente"

Le lavoratrici, secondo quanto riportato dal sindacato, erano state allontanate perché avevano denunciato la carenza di guanti e mascherine

Sono state reintegrate, stando a quanto dichiarato dal sindacato di base Usb, le tre addette alle pulizie dell'ospedale che ieri, 17 marzo, erano state licenziate in quanto avevano denunciato la carenza di mascherine e guanti sul luogo di lavoro. La cooperativa che ha in subappalto la sanificazione del nosocomio, la Salento Innova, aveva respinto le accuse affermando che le dipendenti erano state allontanate in quanto non si erano comportate professionalmente durante un periodo di malattia. Tuttavia, nella mattina di oggi, mercoledì 18 marzo, le lavoratrici sono state richiamate in servizio

Coronavirus, reintegrate le addette alle pulizie licenziate. Usb: "Grande vittoria"

Il sindacato esulta per il risultato raggiunto: "Vorremmo ringraziare tutti i soggetti, istituzionali, sindacali e singoli cittadini, che si sono prodigati affinché i licenziamenti fossero immediatamente revocati. Il nostro plauso va al sindaco Luca Salvetti, all'assessore al Lavoro Gianfranco Simoncini e al consigliere Regionale Francesco Gazzetti. Tuttavia le vere protagoniste sono queste lavoratrici le quali hanno avuto il coraggio di denunciare pubblicamente le problematiche che vivevano quotidianamente. Adesso c'è bisogno di un confronto serio e serrato tra la Asl e tutti i soggetti interessati affinché si arrivi ad una soluzione definitiva del problema". 

La Salento Innova: "Lavoratrice reintegrate, ma le accuse nei nostri confronti sono false"

Con un comunicato inviato nel tardo pomeriggio del 20 marzo, la cooperativa ha spiegato i motivi per le quali le addette alle pulizie hanno avuto nuovamente il posto di lavoro: "Tenuto conto della grave situazione sociale ed economica derivata dalla diffusione del Covid-19 e considerato lo stato di confusione e incertezza in cui versano le famiglie italiane, abbiamo provveduto al reintegro delle lavoratrici, onde evitare di aggravare una situazione già estremamente difficile e allarmante per tutti gli italiani". 

L'azienda comunque sottolinea come quanto raccontato dalle sue dipendenti non corrisponda al vero: "Dalle fatture e dalle bolle di consegna in nostro possesso è facile evincere la disponibilità di mascherine e guanti nella nostra ditta, circostanza smentita solamente dalle due dipendenti licenziate su un totale di 130 collaboratrici della quali ci avvaliamo. Ci auguriamo che venga ristabilita la veridicità dei fatti e che venga ripristinata la reputazione di una ditta che ha sempre tutelato i suoi dipendenti, comprese queste lavoratrici reintegrate nonostante la giusta causa che ha determinato il loro iniziale licenziamento". 

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