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Fase 2 Livorno, commercianti protestano (di nuovo) sotto al Comune: "Siamo disperati, non possiamo riaprire"

Al loro fianco era presente Massimo Gervasi presidente Associazione partite Iva Toscana: "Tutti aspettano la liquidità promessa dallo Stato"

Sono scesi in strada il giorno prima della riapertura delle loro attività, dopo mesi di chiusura a causa del Coronavirus, per chiedere rispetto e garanzie, quelle che ad oggi non hanno ricevuto da parte dello Stato. Sono le partite Iva livornesi che, nel pomeriggio di ieri, domenica 17 maggio, hanno manifestato sotto al Comune. "Siamo disperati - dicono i manifestanti -, l’apertura di oggi non risolverà il problema che si è creato, è stato solo un contentino. Lo Stato ci deve tutelare". Una protesta simile, ma con molti più manifestanti, era andata in scena il 4 maggio con i commercianti che, assieme al sindaco Luca Salvetti, avevano inviato una lettera al presidente della Regione Enrico Rossi chiedendo l'anno fiscale bianco. 

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"L'ultimo decreto - commenta Massimo Gervasi presidente Associazione partite Iva Toscana - è stato una mannaia vera e propria, e va a coprire una finanziaria per la campagna elettorale. Non ce la facciamo più, hanno dato un bonus a chi acquista un monopattino, mentre noi non abbiamo soldi per poter mangiare. È impossibile riaprire perché se facciamo un confronto tra costi e benefici vediamo che c'è una perdita. Aspettiamo la liquidità promessa dallo Stato per poter pagare le bollette e i fornitori, ma questi soldi non sono arrivati. Siamo stanchi di non essere ascoltati, pretendiamo che il Governo ci venga a dire come mai dopo tre mesi siamo arrivati a questa situazione".

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