Festa della Repubblica, il Partito Comunista manifesta contro il Governo. Bottai: "Svenduti diritti e lavoro"

Anche a Livorno, così come in altre città italiane, è andata in scena la protesta. Il segretario locale: "Serve un'inversione di marcia"

Anche a Livorno, così come in altre città italiane, il Partito Comunista, nella mattina del 2 giugno, è sceso in piazza della Repubblica per manifestare contro il Governo. I militanti, circa un centinaio, si sono ritrovati alle 11, nel pieno rispetto delle distanze di sicurezza, per dire no ad un sistema che, a loro dire, ha messo in ginocchio l'Italia, la sanità e i lavoratori di ogni genere: dagli operai agli appartenenti del mondo dello spettacolo, dalle partite Iva ai dipendenti delle grandi aziende. La manifestazione ha avuto inizio con un discorso registrato del segretario nazionale Marco Rizzo al quale è seguito quello di Lenny Bottai, segretario locale. 

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Bottai: "Il Governo ha fallito sulla sanità e sul lavoro"

"La festa della Repubblica dovrebbe essere fondata sul lavoro e su diritti che, invece, sono stati completamente abbandonati e svenduti. - le parole di Bottai -. Non era facile portare la gente fuori di casa oggi, giorno di festa, ma poi abbiamo ascoltato le testimonianze di persone preoccupate e abbiamo capito che c'è grande voglia di  ripartire. Lavoratori e studenti sono tutti uniti nel rivendicare un'inversione di marcia, un altro modello di sistema che non porti a scegliere più le diverse facce dalla stessa medaglia visto che questo non porta a nessun miglioramento della condizione di vita per le classi popolari e per il ceto medio. Serve un sistema - conclude il segretario - che sappia mettere al centro di tutto l'uomo e il suo benessere, il senso collettivo di ogni scelta e non il profitto che genera l'individualismo attraverso una competizione al ribasso". 

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