Cronaca

Matrimoni, il premier Draghi: "Nuove regole dal 17 maggio. Capisco le coppie, ma è fondamentale avere pazienza"

Il presidente del Consiglio ha affrontato il tema del wedding e delle cerimonie durante il suo primo question time in aula alla Camera: "Tratteremo l'argomento nella cabina di regia di lunedì prossimo"

foto d'archivio

"Capisco la preoccupazione di chi si accinge a sposarsi. Il festeggiamento è un desiderio che abbiamo avuto tutti, ma è fondamentale avere pazienza per evitare che una occasione di gioia e spensieratezza come il matrimonio si trasformi in un potenziale rischio per i partecipanti". Così il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha risposto in merito alle cerimonie durante il suo primo question time, mercoledì 12 maggio, in aula alla Camera. Aggiungendo poi che "il tema del wedding sarà argomento della prossima cabina di regia lunedì 17 maggio - ha evidenziato -, e sarà l'occasione per dare maggiori certezze ad un comparto che ha subito danni significativi". 

"Serve un approccio graduale a seconda dell'andamento epidemiologico"

Il governo infatti, secondo quanto ha riferito Draghi nel merito dell'interrogazione posta da Forza Italia, è attento "a conciliare economia e salute, e i matrimoni, in quanto luoghi di aggregazione, possono favorire i contagi. Serve un un approccio graduale a seconda dell'andamento epidemiologico". Il presidente del Consiglio ha anche sottolineato come nel prossimo decreto Sostegni, dopo lo stanziameno da 200 milioni per l'anno in corso, siano previste ulteriori misure di indennizzo alle imprese operanti nel settore wedding. 

Matrimoni ed eventi, imprese in piazza: "Nessuna data per ripartire, decisione irresponsabile"

"Il comparto - ha detto Roberto Occhiuto, capogruppo di Forza Italia alla Camera - ha bisogno di programmare la ripartenza, che per noi potrebbe essere fissata nel primo di giugno. Il wedding - ha proseguito - è composto da 90mila tra imprese e partite Iva, e nel 2019 fatturava 60 miliardi di euro, se si considerano i matrimoni, gli eventi e il loro indotto. Questi professionisti sono quelli che hanno sofferto di più, perché sono stati sempre chiusi. Ci sono protocolli costruiti dagli operatori del settore - ha concluso Occhiuto - che consentirebbero la riapertura in sicurezza".   

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