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Domenica, 2 Ottobre 2022
Cronaca Piombino

Post contro Mahmood, la Cgil all'assessora Bezzini: "Chi ha un incarico pubblico mostri rispetto e inclusione"

La replica del sindacato alle esternazione dell'amministratrice di Piombino con delega alle Pari Opportunità che aveva criticato la "voce fastidiosa" e le "giarrettiere" dell'artista: "Discriminazione ben spiegata dalla legge"

Non tendono a placarsi le polemiche che fanno seguito al post pubblicato venerdì scorso, su Facebook, dall'assessore alle Pari Opportunità del Comune di Piombino in merito al look di Mahmood al festival di Sanremo. Carla Bezzini, infatti, durante la serata dedicata alle cover, aveva scritto 'Giro su rai1 e mi trovo davanti Mahmood e la sua voce 'fastidiosa'. Con le giarrettiere. Spengiamo, che è meglio'. Nella giornata di domenica scorsa sono intervenuti Arcigay - che ha definito il commento 'gravissimo' -, associazioni e Pd, con tanto di richiesta di dimissioni. Oggi, invece, sulla questione ha diffuso una nota la segreteria provinciale della Cgil, che ha sottolineato come "chi riveste un incarico pubblico ha il dovere non solo di rappresentare tutt*, ma anche di dimostrare rispetto e volontà di inclusione".

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Cgil: "L'assessore non ha chiaro il concetto di pari opportunità"

"L’assessora Carla Bezzini del Comune di Piombino forse non ha chiaro il concetto di pari opportunità" hanno scritto dalla Cgil, aggiungendo che "il concetto di discriminazione indiretta (ma nel caso della dichiarazione di Bezzini nei confronti di Mahmood siamo di fronte ad una discriminazione diretta) è stato spiegato e delineato con precisione dalla legge, e nella stessa si indicano anche i processi culturali, amministrativi e politici per superarla. I comportamenti discriminanti si combattevano e si continuano a combattere tutt’oggi, grazie ad una normativa estesa e attualizzata, seppur non esaustiva".

"La dichiarazione di Bezzini - hanno aggiunto dalla Cgil - ci riporta indietro alle deportazioni di gay e lesbiche, per non parlare delle condizioni di tutto il mondo LGBT che viveva nell’ombra e nella vergogna. E' inoltre interessante sottolineare che esiste un Ordine della Giarrettiera presieduto da Elisabetta II. Come lo stesso nome suggerisce, lo stemma dell'Ordine è una giarrettiera con sopra scritto il motto Honi soit qui mal y pense ("Sia vituperato chi ne pensa male"). Non conoscenza e pregiudizio non vanno d’accordo con i tempi che viviamo e con la storia che purtroppo siamo stati costretti a subire. Chi riveste un incarico pubblico - non importa se di destra o di sinistra – ha il dovere non solo di di rappresentare tutt*, ma anche - hanno concluso - di dimostrare rispetto e volontà di inclusione".

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