Scuola, caos tamponi | Il pediatra Paolo Biasci alle mamme: "Sorprendente che ci venga chiesto di non rispettare le regole"

Il dottore risponde ai genitori che volevano l'introduzione di un test meno invasivo per i figli che si assentano per malattia: "Non si capisce che questo esame è l'unico che possa escludere la positività al Coronavirus"

La delicata questione dei tamponi a cui devono essere sottoposti i bambini per il rientro a scuola continua a tenere banco. Da una parte ci sono le famiglie che hanno chiesto a gran voce l'introduzione di un test meno invasivo e che confermi o meno la positività al Coronavirus in tempi rapidi. Sulla questione sono intervenuti sia l'assessore al Sociale Andrea Raspanti "I test sono l'unico strumento idoneo" che Paolo Biasci, presidente della Federazione italiana medici pediatri. Quest'ultimo, non senza polemica, ha controbattuto a quanto dichiarato dalle mamme livornesi "difendendo" il tampone definito come "l'unico modo sicuro per constatare la negatività al Covid-19". 

Paolo Biasci e il ministro Speranza
A destra il dottor Biasci con il ministro Speranza

Tampone per il rientro a scuola, il pediatra Biasci: "Il test unico esame sicuro per escludere il Coronavirus"

Sui social il dottore sottolinea l'importanza di effettuare il test: "È sorprendente che dopo tanti ormai tanti mesi in cui il paese, anzi il mondo, sta vivendo questa pandemia ancora qualcuno non abbia capito che la diagnosi di infezione da Covid-19 si può fare, ad oggi, solo con tampone naso-faringeo e che la rilevazione dei sintomi è utile solo per formulare il sospetto. Allo stesso tempo è anche sorprendente che alcuni facciano fatica a capire che istituzioni, famiglie, bambini, ragazzi, presidi, insegnanti e pediatri di famiglia sono coinvolti nella scommessa che si possono riaprire scuole ed asili garantendo il diritto ad una frequenza in sicurezza che può derivare solo da un referto di laboratorio". 

"È sorprendente - conclude Biasci - che si possa pensare o chiedere che i pediatri non seguano le norme che le massime istituzioni scientifiche indicano e che il governo adotta con provvedimenti legislativi. Quest'anno non è stato e non sarà come gli anni passati. Non si può chiedere una 'normalità' che, al momento, non esiste".

La risposta delle mamme: "Sospendere i test su bambini che non presentano sintomi riconducibili al Covid-19"

Una risposta che alle mamme sembra non bastare a giudicare dalle risposte postate sotto a quanto scritto dal dottore: "In assenza di test salivari rapidi e non invasivi - si legge in uno dei commenti più condivisi -, chiediamo che vengano sospesi immediatamente esami diagnostici su bambini che non presentano sintomi seri e degni di nota. Per molti, che tendenzialmente si trascinano i muchi da ottobre a marzo, scatta il protocollo per qualche colpo di tosse. Se volete fare tamponi a tappeto per continuare a tenere la gente terrorizzata sotto schiaffo concentratevi su altre categorie. Noi andiamo avanti". 

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