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Caos Livorno, Salvetti: "Situazione assurda da commedia dell'arte. Così impossibile dialogare e concedere lo stadio"

In mattinata il Comune escute la fideiussione per i debiti con lo stadio, poi la lettera di Spinelli che prova a bloccare tutto mentre Aimo paga 50mila euro per l'iscrizione. Il sindaco: "Siamo all'assurdo, basta prese in giro"

Se già lunedì sera il Livorno risultava escluso dalla serie D, come raccontato su LivornoToday, per "gravi inadempienze" riscontrate dalla Covisod e "non ancora risolte" dalla società di via dell'Indipendenza, la situazione si è fatta disperata quando ormai mancano poche ore dalla scadenza per mettersi in regola e completare la documentazione per l'iscrizione al campionato (il termine è fissato alle 14 di oggi 28 luglio). Di certo, non ci sarà la disponibilità dello stadio Armando Picchi, decisione presa dal sindaco al termine di una giornata che Salvetti ha definito "da commedia dell'arte", dove è stato sì saldato il debito con l'amministrazione comunale contratto per il mancato pagamento dello stadio grazie all'escussione della fideiussione, ma l'operazione è stata poi contestata dal garante stesso, ovvero Aldo Spinelli, con una lettera inviata alla banca, all'amministrazione comunale e, per conoscenza, anche all'As Livorno calcio.

Una situazione "assurda", dimostrata carte alla mano e confermata dallo stesso liquidatore dell'As Livrono, Pier Paolo Gherlone, per la quale il sindaco non si è sentito "di poter riaprire alcun dialogo con queste persone e di conseguenza di concedere lo stadio comunale". E proprio la disponibilità del campo di gioco, così come il pagamento degli stipendi arretrati dei giocatori (circa 300mila euro), è una condizione essenziale per integrare la documentazione necessaria alla richiesta di ammissione al campionato di serie D.

Caos Livorno, Salvetti: "Una giornata da commedia dell'arte, basta prese in giro"

Nella conferenza convocata per le 18.30 di martedì 27 luglio, il sindaco ha dunque ripercorso le fasi di una giornata da "commedia dell'arte". In mattinata il Comune di Livorno ha escusso la fideiussione a garanzia dei mancati pagamenti della società amaranto nei confronti dell'amministrazione per l'uso dello stadio e i servizi annessi. Al contempo, Silvio Aimo, ex presidente e membro della società ora in mano al liquidatore Pier Paolo Gherlone, effettua un versamento di 50mila euro per compiere un altro piccolo passo verso il completamento dell'iter, "convinto in quel momento che Aldo Spinelli avrebbe pensato a fare la sua parte".

È a quel punto che si mette in moto un meccanismo, a livello comunale, per capire come e cosa fare con questi elementi in mano. Se concedere lo stadio Armando Picchi di domenica in domenica per le partite, come da ultima  richiesta con pagamento anticipato, oppure no. Il tutto, è bene specificarlo, da passare al vaglio dei tecnicismi che caratterizzano un ente amministrativo che deve seguire un percorso chiaro e delineato. "Ma il colpo di scena doveva ancora arrivare - ha spiegato il sindaco -. Alle 16 arriva una lettera indirizzata al Comune di Livorno e alla banca incaricata della fideiussione, firmata Aldo Spinelli. Una missiva in cui l'ex presidente amaranto diffida la banca stessa dal pagare la fideiussione, ritenendola per vari e specificati motivi da non saldare. Una lettera ben scritta - il commento di Salvetti -, preparata prima. Ma qualcuno avrà dato l'ok al pagamento...".

"Non mi sento di concedere lo stadio, non possiamo più farci prendere in giro"

Al netto di questo quadro, più complicato che mai, l'As Livorno sembra scivolare lentamente verso il baratro e il sindaco Luca Salvetti è stato certo nell'affermare che "questa situazione è figlia della gestione economico-finanziaria di queste persone", spiegando che "non è possibile riaprire un dialogo con queste persone alla luce della situazione che si è creata". E mentre gli scenari ad oggi sono ancora densi di nubi e punti interrogativi, siano essi caratterizzati dalla prospettiva di una nuova società che riparta dall'Eccellenza o da un accordo con realtà esistenti come la Pro Livorno, la certezza assoluta è che un punto così basso nella storia del Livorno non era mai stato toccato.

"In questa situazione dove i soci si fanno la guerra tra loro, dove non c'è un piano futuro, dove si fanno escutere fideiussioni e poi si bloccano due ore dopo, dove tutto è assurdo - ha concluso il sindaco -, non mi sento di poter riaprire alcun dialogo con queste persone e di conseguenza di concedere lo stadio. So che stanno cercando altri stadi, altre strutture, magari riusciranno pure a iscriversi ma una cosa è certa: dopo questo anno e dopo tutte queste situazioni non possiamo più permetterci di farci prendere in giro". Se ci riusciranno o meno, lo sapremo tra poche ore.

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