Canile comunale, Forza Italia: "Commissione giudicante illegittima, annullare il bando di gestione"

Le accuse del coordinatore provinciale Chiara Tenerini e del coordinatore comunale Elisa Amato: "Troppi aspetti poco chiari, gara indirizzata in un'unica direzione"

Aspetti poco chiari nel bando di assegnazione della gestione del canile comunale con l'esclusione, di fatto, delle associazioni onlus, commissione giudicante priva delle competenze necessarie, cani ancora ospitati nelle strutture private convenzionate (delle quali soltanto una in possesso dell'accreditamento da parte dell'Asl) con conseguente spreco di denaro pubblico. Queste le accuse mosse da Forza Italia all'amministrazione per voce del coordinatore provinciale Chiara Tenerini e del coordinatore comunale Elisa Amato, con il partito di centrodestra che adesso chiede l'annullamento del bando per illegittimità della commissione.

Il canile "La cuccia nel bosco" di Vallin del Buio, inaugurato lo scorso 9 gennaio, ospiterebbe infatti ad oggi soltanto nove animali, con le strutture private, come sostenuto anche da Alca, che ostacolerebbero il percorso di adozione. Una situazione che ha spinto FI a chiedere un accesso agli atti e maggior trasparenza da parte dell'amministrazione comunale, augurandosi che "non si tratti dei soliti favori agli amici degli amici a cui ci ha abituato una politica monocolore".

Canile comunale di Livorno, le accuse di Tenerini (FI): "Storture nel bando e spreco di denaro pubblico"

"La questione del canile ci aveva convinto poco fin dal primo minuto - ha dichiarato Chiara Tenerini nella sede provinciale di Forza Italia in piazza Damiano Chiesa nella mattina di lunedì 3 agosto -. Dopo una spesa di un milione e 300mila euro per la realizzazione della struttura, siamo rimasti sconcertati quando, all'inaugurazione, abbiamo saputo che soltanto nove animali erano stati trasferiti al suo interno, con gli altri rimasti invece nelle strutture convenzionate. Una situazione che nel frattempo non è cambiata, malgrado ormai siamo arrivati ad agosto. Abbiamo chiesto spiegazioni su tutta questa situazione ed Elisa Amato ha richiesto l'accesso agli atti per capire quella che era la gestione del bando: abbiamo trovato delle storture che non ci tornano. Abbiamo un bando per la gestione del canile - ha sottolineato -, ma continuiamo a pagare la convenzione con le strutture private e tutti i servizi annessi: non crediamo che sia questo il modo migliore per gestire il denaro pubblico".

"L'amministrazione - ha poi aggiunto - sostiene che debbano ancora essere fatti 70-75mila euro di lavori richiesti dall'Asl: dal momento che è stato aperto, però, il canile doveva già rispettare tutte le normative richieste. C'è stato poi detto che sarebbe stato portato a pieno regime passo dopo passo, ma da gennaio ad ora di tempo ne è trascorso e ancora non è cambiato niente".

Chiara Tenerini Elisa Amato-2

Amato: "Membri della commissione giudicante non idonei, annullare gli atti"

"Alcune questioni del bando – ha affermato Elisa Amato – ci hanno poi destato diverse perplessità. Innanzitutto tutto abbiamo osservato che i membri della commissione giudicante, pur avendo curricula di tutto rispetto, non sono in possesso di competenze specifiche sulla materia in oggetto, come invece previsto dal codice degli appalti e come scritto anche all'interno del bando. Uno dei curricula, addirittura, porta la data del 12 maggio, mentre la nomina a sorte della commissione è stata fatta il 6 maggio. Per questo motivo abbiamo chiesto all'amministrazione l'annullamento degli atti a partire dalla commissione. In questo bando viene inoltre data alla commissione la possibilità di concedere un punto aggiuntivo a propria discrezione sui vari punti oggetto del bando: come si può dare questa prerogativa a soggetti che non hanno conoscenze specifiche sulla materia?".

"Il bando - ha poi proseguito Amato - presentava inoltre alcuni aspetti così restrittivi tali da far sì che la partecipazione delle associazioni onlus, in teoria possibile, fosse di fatto impossibile: per partecipare occorreva infatti aver effettuato prestazioni nel settore professionale nel triennio precedente al bando di gara di un importo totale almeno pari al valore annuale dell'appalto in oggetto (150mila euro, ndr), escludendo così la stragrande maggioranza delle associazioni di volontariato. Questo contrasta con quanto recita l'articolo 32, comma 8, della legge della Regione Toscana n.59 del 20 ottobre 2009, che indica ai Comuni di rivolgersi ad associazioni senza scopo di lucro e imprese sociali per la gestione dei canili rifugi e soltanto dopo, in caso di impossibilità, ad altri soggetti privati".

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"Bando indirizzato in un'unica direzione"

"È stato fatto un bando a cifre importanti (300mila euro, ndr) e ad oggi i cani, esclusi pochi esemplari, non sono presenti nel canile - ha sottolineato Tenerini -: è questo il modo di gestire i soldi pubblici a Livorno?  Per quanto tempo si vogliono mantenere attive le convenzioni con le strutture private? Non c'è chiarezza e trasparenza. È poi curioso che il 5 maggio, ancora prima dell'apertura delle buste, qualcuno sapesse già chi fosse stato il vincitore. Adesso, sull'intera vicenda, è calato il silenzio. Una società civile - ha aggiunto - non si può permettere di trattare gli animali d'affezione in questo modo, con una reticenza da parte dei canili convenzionati di dare gli animali in adozione. Il bando - ha infine concluso - sembra volutamente indirizzato in una sola direzione: si sperava che questo sistema personalistico di una certa politica fosse stato superato, invece siamo costretti ancora oggi a confrontarci con una simile realtà".

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