Coronavirus, è livornese la produzione di ossigeno per i respiratori. Bechi: "Pronti all'emergenza"

Intervista al titolare della Chemgas, la fabbrica brindisina guidata dall'ingegnere di Livorno e impegnata per garantire la fornitura di ossigeno: "Non possiamo fermarci, se dovesse servire metteremo a regime altri impianti"

Foto Ansa

In piena emergenza Coronavirus, con ospedali al collasso soprattutto nelle regioni del Nord Italia, è importante che non si fermi la produzione di ossigeno, fondamentale per alimentare i respiratori salvavita. E a capo di una delle più grandi e importanti "fabbriche di ossigeno" del sud Italia - la Chemgas Srl che opera nel Petrolchimico consortile di Brindisi - c'è l'imprenditore livornese Guido Bechi (nella foto sotto, ndr) e dall'inizio dell'emergenza Covid-19 non ha più fatto rientro in città dalla famiglia. Intervistato da Fabiana Agnello per BrindisiReport, Bechi spiega l'importanza di mantenere attiva la produzione dell'azienda e come sia stato riorganizzato il lavoro per garantire la massima siucrezza ai dipendenti in questo particolare momento.

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bechi-2Bechi (Chemgas): "Pronti all'emergenza, la produzione di ossigeno non può fermarsi"

"Siamo molto impegnati in questo momento, ma va bene così, riusciamo a seguire tutto il lavoro - racconta Bechi a BrindisiReport -. Da quando in Italia abbiamo adottato le prime misure di sicurezza, come le distanze tra le persone, ci siamo forniti di container da una società di Lecce. Ogni mio collaboratore ha il suo ufficio con bagno e nessuno occupa insieme la stessa stanza". L'ingegnere livornese, a capo di quello che è a tutti gli effetti un "polmone" di tante strutture ospedaliere, si dice pronto ad affrontare, in caso di necessità, anche uno stato d'emergenza. "Non ci dobbiamo fermare nella produzione di ossigeno, la situazione tuttavia è stazionaria, siamo ai tre quarti della produzione - specifica -. Non ci sono picchi ma saremmo pronti ad affrontare un'eventuale emergenza, grazie anche agli stabilimenti di Orte, Ravenna e Terni. Ma mi auguro che questo periodo possa presto passare senza raggiungere i livelli del Nord".

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"Controlli rigorosi, i nostri dipendenti sono molto attenti a rispettare le misure di sicurezza"

Guido Bechi, che ha già fornito l'idea di un imprenditore attento alla qualità della vita dei propri collaboratori sottoscrivendo in passato un bonus bebè di cinque mila euro per i nuovi nati, ha piazzato un responsabile all'ingresso che "ogni mattina misura la temperatura a tutti. Chi ha 37 non entra in azienda, torna a casa - continua Bechi -. I nostri uomini devono stare attenti, lo ripeto ogni giorno, ma bisogna fidarsi e fare appello all'autoconservazione di ognuno. Ogni tanto ne incrocio qualcuno con la mascherina penzolante sotto al mento e lo riprendo, ma sono tutti molto attenti. E soprattutto devono farlo i turnisti, altrimenti ci fermiamo se dovessero iniziare a mancare. E non ce lo possiamo permettere". Chi può, comunque, sfrutta lo smart working, gli altri si organizzano ognuno in un ufficio e senza mensa. "L'abbiamo chiusa per sicurezza, ci portiamo il pranzo da casa - conclude l'ingegnere -. Non è il massimo ma ci organizziamo. Non possiamo permetterci di fermarci".

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