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Cronaca Piombino

Morti sospette in ospedale, assolta dall'accusa di omicidio l'infermiera di Piombino: l'Appello cancella l'ergastolo

Fausta Bonino, 60 anni, era stata condannata per 4 dei 10 decessi anomali avvenuti nel presidio piombinese. La Corte d'Appello ha ribaltato la sentenza di primo grado

Era stata condannata all'ergastolo, nell'aprile 2019, perché ritenuta responsabile della morte di quattro dei dieci pazienti deceduti in maniera anomala tra il 2014 e il 2015, nell'ospedale Villamarina di Piombino, dove prestava servizio come infermiera. Oggi, lunedì 24 gennaio, a meno di tre anni di distanza, la Corte d'Appello di Firenze ha però ribaltato la sentenza relativa a Fausta Bonino, 60enne originaria di Savona, assolvendola dalle accuse di omicidio colposo plurimo aggravato e cancellando così l'ergastolo. Sospesa, inoltre, la condanna a un anno e mezzo per ricettazione, relativa ad alcuni medicinali trovati nella sua abitazione durante la perquisizione effettuata al momento dell'arresto. "Ancora non ci credo", le prime parole rilasciate da Bonino all'agenzia Ansa. La donna, accompagnata dai familiari nel palazzo di giustizia di Firenze, è scoppiata in lacrime alla lettura del dispositivo. "Non potevano accusarmi - ha detto - per delle menzogne dette da qualcuno, non c'era altro".

Morti sospette in ospedale, l'avvocato della Bonino: "Demoliremo le accuse" 

Arrestata il 30 marzo 2016 perché sospettata di aver ucciso una serie di pazienti durante la loro degenza nel reparto di anestesia e rianimazione con 'bombe' di anticoagulante eparina, Bonino si era sempre professata innocente. Condannata nel 2019 in primo grado dal gup del tribunale di Livorno, Marco Sacquegna, la donna è stata invece assolta in Appello dalle accuse di aver pianificato e causato la morte di dieci persone mediante l'uso "deliberato e fuori dalle terapie prescritte" di eparina. Decisive, secondo la difesa, le testimonianze di quattro tra medici e infermieri che al processo hanno riferito come l'accesso al reparto dove era in servizio Bonino fosse libero anche senza badge.

"Ci voleva grande professionalità per assolvere Fausta Bonino - le parole dell'avvocato di Bonino, Vinicio Nardo - e la corte di appello di Firenze ce l'ha avuta. Bisogna sempre avere dei dubbi e fare delle indagini su tutti gli aspetti. Un esempio - ha concluso il legale - è stato, appunto, quello dell'accesso al reparto: gli inquirenti hanno dato per scontato che l'ingresso al reparto fosse controllato e invece non lo era. E chiaramente questo è un sassolino che può essere diventato una slavina".

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