Eni, Regione e Comuni stoppano il gassificatore: a Stagno solo la bioraffineria con i soldi del Recovey Fund

I sindaci di Livorno e Collesalvetti: "Abbiamo raggiunto i nostri obiettivi per il mantenimento di occupazione e vocazione industriale. Qui un laboratorio nazionale per la riconversione in chiave ambientale dell'industria e del sistema produttivo italiano"

La riconversione della raffineria Eni di Stagno è stata inserita nei progetti di "Rivoluzione verde e transizione ecologica" da finanziare coi soldi del Recovery Fund: come si evince dall'ultima bozza del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza), 500 milioni saranno destinati all'impianto di Stagno per trasformarlo in una bioraffineria per la produzione di biocarburanti, come successo agli stabilimenti gemelli di Venezia e Gela. Nei piani del governo, che dovrà attuare il programma Next Generation EU varato dall'Unione europea, è ancora presente l'ipotesi di creazione di un gassificatore per la trasformazione dei rifiuti in idrogeno o metanolo (Waste to Methanol) su cui però, garantiscono i sindaci di Livorno e Collesalvetti, la Regione ha dato ampie rassicurazioni dichiarando archiviato il protocollo stipulato con l'azienda Alia. Un protocollo che invece prevedeva la trasformazione dell'impianto di Stagno appunto in un gassificatore (con solo 60 addetti), il quale avrebbe comportato l'arrivo di ingenti quantità di rifiuti dalla piana fiorentina.

Stagno, Livorno e Collesalvetti unite nella protesta contro la realizzazione del gassificatore: "Basta velEni" 

"Le buone e inaspettate notizie", come le ha definite il sindaco di Livorno Luca Salvetti, sono arrivate dopo l'incontro del 30 dicembre a Roma con i vertici di Eni, Regione Toscana, i comuni interessati, Livorno e Collesalvetti, alla presenza del vice ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Lapo Pistelli.

Salvetti: "Mantenuti livelli occupazionali e vocazione industriale"

"Abbiamo raggiunto i nostri obiettivi - ha detto Salvetti - perché con la bioraffineria, a fianco della quale abbiamo chiesto che venga mantenuta una eccellenza del nostro territorio quale la produzione di lubrificanti, si potrà mantenere la vocazione industriale del territorio e i livelli occupazionali dell'impianto Eni che oggi, tra diretti (400 persone) e indotto, offre lavoro a mille famiglie. Inoltre la riconversione ci proietta verso quel salto nella sostenibilità ambientale che vogliamo per Livorno e che sposa le linee guida di Eni per gli investimenti". "L'impianto - ha proseguito il sindaco di Livorno - lavorerà oli esausti, oli di derivazione vegetale e animale ma probabilmente sarà escluso l'olio di palma per la produzione di biocarburanti. La riconversione non potrà comunque partire prima del 2023".

Salvetti ricorda come il percorso per arrivare al progetto della bioraffineria sia stato condiviso dai sindacati e dalle associazioni ambientaliste. "Ora abbiamo una direzione da percorrere, Livorno potrebbe diventare un laboratorio nazionale per la riconversione in chiave ambientale dell'industria e del sistema produttivo italiano. Di certo - ha concluso Salvetti -, bisogna accantonare la parola bonifica, perché potrebbe essere avviata solo se l'impianto cessasse di operare, cosa che non è in discussione".

Antolini: "Nessuna miglioria occupazionale o ambientale dal gassificatore"

Un plauso al lavoro di squadra fra Regione e i comuni toscani indicati come Sin (siti di interesse nazionale) è arrivato anche dal sindaco di Collesalvetti Adelio Antolini. "Siamo riusciti a fare massa critica per avere un maggior peso nelle decisioni - ha detto Antolini ribadendo la contrarietà al progetto del gassificatore -. Né io né Salvetti abbiamo firmato il protocollo con Alia perché non avrebbe mantenuto l'occupazione e non avrebbe migliorato la situazione ambientale. Sia il governatore Eugenio Giani sia l'assessore regionale all'Ambiente Monia Monni hanno dichiarato superato quel progetto".

Simoncini: "Livorno non può risolvere i problemi dei rifiuti della piana fiorentina"

"Le Ato, le aziende che gestiscono i rifiuti nelle varie zone toscane, devono andare verso una autosufficienza - ha inoltre aggiunto l'assessore al Lavoro Gianfranco Simoncini -. Non possiamo quindi accettare che i problemi nella gestione dei rifiuti della piana fiorentina vengano scaricati su Livorno, anche per questo abbiamo detto no al progetto di un gassificatore. La bioraffineria seguirà invece le linee guida Eni che porteranno alla transizione ecologica".

Cepparello: "La bioraffineria ridurrà le emissioni di Eni"

"La riconversione - ha in ultimo affermato Giovanna Cepparello, assessore all'Ambiente - porterà un sollievo ad un territorio che con il porto industriale, la raffineria, l'inceneritore e il traffico stradale è fortemente impattato dall'inquinamento. Inoltre la bioraffineria comporterà un forte abbassamento delle emissioni dell'impianto di Eni e i biocarburanti che verranno prodotti, mescolati a quelli fossili, determineranno una riduzione delle emissioni delle auto".

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