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Sabato, 24 Febbraio 2024

Libertas | L'abbraccio amaranto a capitan Forti, tra lacrime e applausi : "Grazie per avermi permesso di realizzare un sogno". Foto e video

La giornata del capitano tra cori, lacrime ed emozioni: "Non vi dimenticherò mai"

Tante lacrime che si sono intrecciate a mille sorrisi, per un turbinio di emozioni che ha accompagnato la domenica pomeriggio dei livornesi di fede libertassina (la squadra di Andreazza ha sconfitto Omegna 80-70). Tutti in piedi per salutare Francesco Forti, il Capitano della rinascita amaranto, l'uomo che più di ogni altro ha incarnato alla perfezione lo spirito della doppia L e che lo ha saputo trasmettere ai propri compagni in questi tre anni e mezzo con l'esempio e con le parole. Basti pensare che da Mantova e da Ferrara sono arrivati anche Marco Ammannato e Davide Marchini, suoi compagni in maglia Libertas Livorno negli anni passati, per tributargli l'applauso più lungo e meritato.

Libertas, i tifosi amaranto salutano capitan Forti

Non è stata una domenica facile per Francesco Forti, che più volte si è fatto sfuggire lacrime di commozione pure, miste a larghi sorrisi rivolti a chi gli ha voluto bene in questi anni. Soprattutto gli Sbandati. Ed è qui che è andato a fine partita, per ricevere il grande abbraccio degli ultras amaranto prima di essere issato sulle spalle da un tifoso per godersi appieno la bellezza della sua curva. Quella Nord dove Francesco tornerà presto, non appena gli impegni con Prato, la sua nuova squadra, glielo permetteranno. E poi quell'abbraccio con tutti i suoi compagni, uno per uno, dagli amici fraterni Fantoni e Ricci agli esperti Fratto, Lucarelli e Saccaggi, dai giovani Tozzi, Allinei, Buca e Bargnesi a chi lo ha sostituito dopo l'infortunio: quel Williams che proprio nella giornata dei saluti al Capitano ha prodotto la sua miglior performance in fase realizzativa. Lo stesso Williams che è stato applaudito a lungo, e per primo, proprio da Forti. Sì, perché Francesco ha sempre messo il bene della Libertas davanti a tutto. Anche al suo ruolo nel roster.

Il capitano a fine gara: "Ringrazio tutti voi per avermi permesso di realizzare il mio sogno da bambino"

Infine il momento dei saluti, in mezzo al campo, con il microfono in mano e la voce rotta dall'emozione. “Ringrazio tutti voi per avermi permesso di realizzare il mio sogno da bambino, che era tutto questo – ha detto Francesco Forti tra un mare di applausi –. Faccio tanta fatica ad esprimere tutto quello che provo, anche perché per la prima volta c'è tutta la mia famiglia al completo qui sui gradoni. Abbiamo iniziato un percorso e abbiamo ancora tante cose da realizzare insieme: io posso solo dirvi grazie, grazie, grazie”. E qui è partito il coro “Un capitano, c'è solo un capitano!”, con i compagni, i dirigenti e i tifosi pronti ad abbracciarlo per un'ultima volta con indosso la canotta numero 6.

Il rientro negli spogliatoi è stato per lui lungo ma ricco di gioie, tra amici e tifosi di vecchia data accorsi a salutarlo e una marea di ragazzini e bambini, maschi e femmine, a chiedergli un selfie, un autografo o un abbraccio. E Francesco si è lasciato travolgere da questa marea di affetto nei suoi confronti, difficile da vedersi a qualsiasi latitudine della palla a spicchi. Un tributo riservato solo ai grandi, perché Forti è stato, è e sarà sempre un grande libertassino. “Una giornata così non me la dimenticherò mai – ha detto il capitano prima di entrare sotto la doccia –, un turbinio di emozioni che mi hanno dato una bella botta nel bene e nel male. Adesso è il momento di guardare avanti, ma state tranquilli che mi rivedrete presto al palazzo, sui gradoni, in mezzo agli Sbandati”.

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