Sabato, 31 Luglio 2021
Attualità Montenero

A Montenero a piedi dopo il crollo all'asilo: "Due ceri alla Madonna e un grazie al personale"

Parla Annamaria, madre di due dei quattro bambini che erano dentro a 'L'isola che non c'è' un attimo prima del cedimento del tetto: "A loro devo la vita dei miei figli"

Il passeggino è rimasto là, sepolto dalle macerie. E grazie a Dio, anzi alla Madonna, le lacrime non sono di dolore. Annamaria non ha avuto il coraggio di andare a prendere i suoi figli, mercoledì scorso 11 maggio, appena saputo del crollo all'asilo L'isola che non c'è. Ci è andato Yuri, suo marito e padre di Filippo e Tommaso, due gemellini di 2 anni e 4 mesi, gli ultimi rimasti, insieme ad altri due compagni di classe, dentro la struttura fino a pochi istanti prima del cedimento del tetto. "Ero con Giorgio, il fratellone che ha 5 anni - racconta Annamaria -. Ho visto le foto, ma non ho avuto la forza di andare in via Michon... Il passeggino è ancora là, sotto le macerie. I bimbi piccoli fortunatamente non si rendono conto di quanto è successo e i più grandi dicono che 'l'asilo è rotto'. Siamo noi che siamo ancora scioccati".

La mattina successiva a quel drammatico pomeriggio, Annamaria e Yuri sono andati al Santuario della Madonna delle Grazie, la mater etruriae di cui per l'appunto oggi ricorre il 74esimo anniversario della beatificazione. "Siamo religiosi, ma io non sono una praticante - confessa Annamaria -. Mercoledì, però, ci siamo guardati con mio marito e abbiamo pensato alla stessa cosa: andare in pellegrinaggio a Montenero per accendere due ceri alla Madonna. Tra l'altro siamo nel mese mariano e la Madonna è la patrona della Toscana. È venuta anche mia madre".

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"Ho già ringraziato personalmente l'educatrice Silvia - continua Annamaria -, ma voglio farlo ancora. Ha avuto la prontezza di prendere i bambini e uscire dall'asilo, le devo la vita dei miei figli. Sono stati tutti encomiabili, anche la responsabile dell'asilo era sconvolta ma ha trovato la forza di reagire e rendersi subito disponibile, insieme al Comune, a trovare una soluzione per le famiglie e per i più piccoli in modo che terminassero l'anno educativo".

Soluzione che, racconta infine Annamaria, è già stata trovata per quasi tutti i bambini: "Siamo molto contenti anche per questo aspetto - conclude -. Al di là dei problemi organizzativi delle famiglie, che senza asilo avrebbero avuto difficoltà quotidiane, era importante che i bimbi continuassero a stare insieme e con le loro educatrici e, fortunatamente, la continuità è stata garantita. Per loro l'asilo è come una seconda casa, anzi quasi la prima considerato quanto tempo ci trascorrono. Sarebbe stato troppo privarli del loro ambiente dopo aver perso la loro casa".

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