Cani avvelenati, torturati e gettati in un pozzo: gli animalisti scendono in piazza

Orrore a Montenero, la triste vicenda degli animali uccisi mobilita la rete: appuntamento il 22 giugno sotto il Comune

Uno dei cani che è stato ucciso

Orrore a Montenero dove tre cani sono stati avvelenati, poi picchiati a morte e infine gettati in un pozzo. È lì che sono stati ritrovati senza vita: a fare l'amara scoperta è stato Stefano Martinelli, proprietario del terreno dove le bestiole avevano finalmente trovato casa. Una vicenda triste e inquietante allo stesso tempo, dal momento che gli animali avrebbero appunto subito anche numerose percosse prima di essere lasciati morire. Ora toccherà alla polizia cercare di far luce su questa vicenda, mentre il popolo della rete, partecipando al dolore del proprietario e sostenendolo anche economicamente per le spese necessarie per l'autopsia, ha indetto una protesta sotto il comune di Livorno per giovedì 22 giugno. 

La violenza contro i cani

A raccontare l'intera vicenda, con un post sulla propria pagina Facebook ripreso dalla presidente dell'associazione "Faccedabeagle" Stefania Tamberi, è lo stesso Stefano Martinelli, sconvolto dal dolore per la perdita di tre dei suoi "figli". Come ogni mattina, Stefano si era recato nel terreno dove, con tanto amore, custodiva sei cani (4 adottati da situazioni di abbandono e maltrattamenti e 2 in stallo provvisorio, ndr), ma subito si è accorto che qualcosa non quadrava. Al posto dell'abbaiare dei suoi "amici" c'era un silenzio irreale. "Mi sono reso conto fin dall'inizio che qualcosa era successo", racconta l'uomo su Facebook. E in effetti così è stato. La rete del recinto che custodiva i cani (nella foto Facebook uno degli sfortunati animali) presentava un buco, ma la speranza che i cani potessero essere scappati si è presto tramutata nella triste realtà. Dopo aver trovato Vita (una delle cagnoline in stallo), si è avvicinato a un pozzo di proprietà e ha visto che al suo interno c'erano Thelma, Angel e Kingo ormai privi di vita. "Ero distrutto e ho subito pensato che fosse successa una disgrazia - le parole di Martinelli - ma, poco dopo, dentro di me si è insinuato il dubbio dell'uccisione volontaria". 

I dubbi chiariti dai risultati dell'autopsia: avvelenamento

Quel dubbio era così forte tanto da far prendere all'uomo una decisione che alla fine si è rivelata determinante: disseppellire i cani e portarli in una clinica veterinaria di San Pietro a Grado per l'autopsia. E i risultati gli hanno dato ragione: la morte dei cani, infatti, non era avvenuta per annegamento, dal momento che nei loro polmoni non era presente acqua. Gli animali, piuttosto, erano stati avvelenati con una sostanza coagulante e gettati nel pozzo non prima di essere stati maltrattati. 

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Il web si mobilita per Stefano

La Rete non è stata con le mani in mano e ha subito cercato di aiutare Stefano come meglio poteva. È stata creata una raccolta fondi per permettere il sostenimento dei costi delle autopsie e per mettere telecamere ovunque nel terreno di 4000 metri rinforzando anche il recinto. Ma non è tutto. L'associazione "Facciadabeagle", con l'aiuto di AnimAnimale Onlus e Ata-Pc Livorno Onlus, ha organizzato per sabato 22 alle 18 una protesta sotto il comune di Livorno affinché venga fatta giustizia. 

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