Cronaca

Supermercati Unicoop Tirreno, divieto di apertura nel giorno di Pasquetta: la condanna del tribunale

L'azienda aveva annunciato di tenere aperti lunedì primo aprile alcuni punti vendita, ma secondo il giudice del lavoro Federica Manfré non sono stati rispettati gli accordi sindacali. Ordinato per decreto di non procedere all'apertura

Mancate risposte, incontri procrastinati all'infinito e mai avvenuti e, infine, la decisione di aprire alcuni punti vendita (una quindicina in Toscana di cui 9 nella sola provincia di Livorno) nel giorno di festa di lunedì 1 aprile nonostante i diversi accordi stipulati nel contratto integrativo aziendali. Per queste ragioni le organizzazioni sindacali, tra cui Cobas e Cgil, si erano opposte a Unicoop Tirreno, presentando un ricorso (ex articolo 28 dello Statuto del lavoro) al giudice del lavoro proprio per la "grave scorrettezza" e condotta antisindacale dell'azienda, chiedendo quindi il rispetto del Cia. Ebbene, a seguito di udienza del 26 marzo scorso il giudice Federica Manfré ha dato ragione al ricorso Cobas, dichiarando "antisindacale la condotta di Unicoop Tirreno" e ordinando "alla società resistente di avviare il confronto con l'O.S. ricorrente previsto dal comma 3 dell’art. 14 del Contratto Integrativo aziendale sul numero di prestazioni lavorative domenicali e sulla possibilità di prevedere condizioni specifiche per particolari categorie di lavoratori" e "alla società resistente di non procedere all’apertura dei propri punti vendita nella giornata del primo aprile 2024 in assenza di contrattazione a livello provinciale".

A differenza di quanto comunicato in precedenza dall'azienda, dunque, i punti vendita della società dovranno rimanere chiusi. "Questa decisione - il commento dei Cobas - che ristabilisce il giusto ruolo agli accordi sindacali, spesso non rispettati, ben utilizzati nelle parti favorevoli all’azienda e soggetti ad analisi ed interpretazione nei passaggi a tutela dei lavoratori riporta la verità in questo periodo di menzogna. Unicoop con comunicazione alle dirigenze dei negozi aveva assicurato di aver rispettato tutte le procedure per l’apertura di Pasquetta, compreso l’accordo sindacale. E questo è falso. È falso anche perché nemmeno un tentativo è stato fatto tant’è che l’unico documento che Unicoop ha portato in difesa - per altro mai spedito ai destinatari - è riportato in sentenza:

"Cobas del Lavoro privato - continua in una nota il sindacato - al termine di un percorso di circa 6 mesi nel quale Unicoop Tirreno non ha risposto a nessuno dei quesiti posti sulla gestione aziendale (dalla correttezza sulla gestione degli appalti, alla sicurezza dei lavoratori, alla vendita di immobili strumentali in località turistiche, all’utilizzo dei lavoratori somministrati, precari e/o part time e molto altro) si è vista recapitare in data 23 febbraio una mail contenente nessuna comunicazione, ma 8 fogli excel relativi alle province nelle quali insiste (Carrara, Frosinone, Grosseto, Livorno, Lucca, Roma, Terni, Viterbo) con i calendari delle aperture domenicali e del Lunedì dell’Angelo non ha avuto quindi altra scelta che ricorrere ai giudici. Così la Unicoop Tirreno, venuta a conoscenza del ricorso, invece di convocare gli incontri sceglie di fare ampia campagna pubblicitaria, annunciando in grande stile l’apertura del primo Aprile – Pasquetta  per poi sostenere che è troppo tardi per tornare indietro, nel totale disprezzo dell’Organizzazione sindacale. Il ricorso al Tribunale si è concluso con un decreto che ci auguriamo venga rispettato; di atti padronali non consoni ad una Cooperativa  e di arroganza ne abbiamo abbastanza".

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