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Cronaca

Attacco di Hamas a Israele, Salvetti: "Condanniamo l'atto terroristico. La bandiera della pace? Siamo contro tutte le guerre"

Il sindaco risponde alla comunità ebraica: "Sempre avuto rapporti senza precedenti. Nel mio comunicato ho espresso tutta la mia vicinanza e solidarietà"

"Cittadini di Israele, siamo in guerra". Così il premier Benjamin Netanyahu ha risposto all'attacco terroristico lanciato da Hamas contro lo Stato ebraico all'alba di sabato 7 ottobre. Una vera e propria guerra che finora ha portato migliaia di morti, devastazione e crisi umanitarie. Poche ore dopo il primo lancio di missili, il sindaco di Livorno, Luca Salvetti, ha commentato quanto stava accadendo in quei territori: "L'incubo della guerra è tornato realtà con gli sconsiderati attacchi ad Israele. In queste ore drammatiche lanciamo un messaggio di pace esponendo la grande bandiera con i colori dell'arcobaleno fuori da palazzo civico". Le parole del primo cittadino avevano trovato una pronta risposta nella Comunità ebraica di Livorno che condividevano l'"auspicio per la pace" ma sottolineavano come nel comunicato di Salvetti "non si legge il nome dell'assassino (Hamas) e si omette addirittura di utilizzare il sostantivo "terrorismo". Davanti a questi metodi che richiamano la ferocia nazista, la "grande bandiera" della pace non basta". 

Cosa è Hamas e perché ha lanciato l'offensiva contro Israele

Alla luce di quanto detto dalla Comunità ebraica, lo stesso Salvetti ha voluto puntualizzare quanto espresso nel suo primo comunicato diramato: "Ho letto alcuni articoli che mi hanno lasciato amareggiato. Tengo a precisare che sin dal primo momento io e la giunta abbiamo provato orrore e angoscia per le azioni di Hamas contro Israele. Siamo stati tra le prime istituzioni a uscire con un comunicato di solidarietà e ribadisco che questo attacco terroristico è riprovevole e inaccettabile. È un atto di atroce e disumano".

Salvetti e la bandiera della pace esposta: "Sempre contro tutte le guerre"

Riguardo al comunicato della Comunità ebraica, Salvetti è chiaro: "Non ho accettato che chi lo avesse redatto facesse una sorta di esegesi del testo del primo mio intervento perché non era giusto. Se uno vuole fare una esegesi completa, allora la deve fare sia di quanto scritto a due ore dagli attacchi che a quanto è stato detto e aggiunto dopo. Dalle interlocuzioni avute con il presidente della Comunità, Vittorio Mosseri, è emerso che nessuno è contro Salvetti e la nostra amministrazione e di questo sono rasserenato perché noi in quattro anni e mezzo abbiamo avuto con la comunità rapporti senza precedenti come testimonia la nostra vicinanza a tutte le loro iniziative. Quando ho scritto il comunicato, condiviso con la giunta, volevo esprimere solidarietà verso chi stava subendo quelle atrocità. Se ci doveva essere la parola 'terrorismo' quando a due ore dall'episodio quadro non era stato ancora delineato, almeno per noi che siamo qua, allora dico sì". Sulla bandiera della pace esposta: "Noi siamo contro tutte le guerre, a prescindere da dove queste purtroppo avvengono. Siamo e saremo sempre solidali nei confronti di chi deve vivere questa esperienza drammatica". 

Nella pagina seguente è possibile leggere i comunicati del sindaco Salvetti e della Comunità ebraica

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