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Mercoledì, 8 Febbraio 2023
Cronaca

Muore a 68 anni stroncato da una malattia fulminante, il cordoglio degli amici: "Ciao Claudio, persona perbene"

Orlandi, nipote del grande Beppe che fu creatore del teatro vernacolare livornese, si è spento nella mattinata di ieri. Ingegnere, amante del mare, dirigente sportivo e tifosissimo della Libertas, lascia la moglie e due figli. Il ricordo degli amici: "Gentile e passionale, ci mancherai"

Una persona perbene, gentile, di una rara eleganza nei modi di fare quanto, al tempo stesso, di una smisurata passionalità per i suoi grandi amori. Era questo Claudio Orlandi, ingegnere in pensione dopo una vita alla Gas and Heat ed ex dirigente sportivo, nonché nipote del grande Beppe che fu padre del teatro vernacolare livornese, morto a 68 anni nella notte tra martedì e mercoledì 14 dicembre in seguito a una malattia fulminante che, in poco più di un mese, l'ha strappato all'affetto dei suoi cari. A piangerlo, oltre alla moglie Angela, ai figli Andrea e Federico e ai familiari tutti, sono gli amici di sempre e tutte le persone che a 'Dado', come veniva affettuosamente chiamato, avevano voluto un gran bene. Perché "era impossibile non volergliene". 

Orlandi amava la famiglia, prima di tutto, ma anche il mare dell'Elba, la costiera salernitana, terra di origine della moglie, la Juventus, che seguiva frequentemente anche allo Stadium. E, soprattutto, la pallacanestro e la Libertas, di cui era stato dirigente e tutt'ora tifosissimo. Generoso oltre modo il suo impegno nei camp, nei tornei nazionali di minibasket, nelle trasferte con le squadre del settore giovanile della Liburnia quando, da metà anni Novanta ion poi, dopo l'infausta sinergia tra le doppie L e la PL conclusasi nel peggiore dei modi per il basket livornese, Claudio si spese in prima persona per la rinascita della "vera Libertas. quella di Sandrino Lomi", come ricorda su Facebook l'amico Federcio 'Gigio' Marzini, un altro di quelli che a Livorno mastica pane e palla a spicchi. 

Ed è proprio Gigio, tra i molti che adesso piangono la scomparsa di Orlandi, a testimoniare l'entusiasmo, le competenze e le passioni di "una persona perbene" che già manca tremendamente nella quotidianità: "E ora con chi vado a prendere il caffè da Loriano - scrive Marzini -, con chi vado a camminare sul tuo amato lungomare? Con chi passerò le mattinate ai Lido a parlare di basket e di Juventus? Bello scherzo che mi hai fatto! Con te se ne va una parte importante della mia vita, non potrò mai dimenticarti. Fai buon viaggio Claudio". 

"Ciao Dado, è fortunato chi ti ha conosciuto - ricorda ancora Alberto Galiberti, da sempre amico di Orlandi -. Sei stato per tutti noi un amico esemplare, leale, sincero e corretto. Sempre ottimista, hai affrontato la vita con serenità ed entusiasmo che hai saputo trasmettere anche a chi ti è stato vicino. Ci lasci soli, con un grande vuoto. Non ti dimenticheremo, amico Claudio, sarai sempre nei nostri cuori".

Per tutti coloro che volessero rendergli omaggio, i funerali si terranno oggi 15 dicembre alle 15 nella chiesa del cimitero di Montenero.

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