Raffineria Eni, dai rifiuti si produrrà carburante: il progetto da 250 milioni di euro

L'annuncio è stato dato dal presidente della Regione Enrico Rossi. I lavori dureranno tre anni e porteranno alla creazione di biometanolo alimentato con scarti da trattamento 

Una vera e propria rivoluzione quella che avverrà all'interno della raffineria Eni di Livorno. Come ha annunciato il presidente della Regione Enrico Rossi nella mattina del 5 luglio, una parte dell'impianto del sito produttivo, grazie a un accordo con Alia, verrà riconvertita in una bioraffineria per la produzione di biometanolo alimentato con scarti da trattamento di rifiuti solidi urbani. La scelta di Eni è obbligata: deve abbassare la percentuale di carburanti di origine fossile raffinati. Il tempo previsto per la realizzazione è di 3 anni per un costo totale di 250 milioni di euro. L'impianto sarà alimentato da 200mila tonnellate annue di scarti, ma con lo sviluppo delle raccolte differenziate si stima che al 2030 si possano ottenere 400mila tonnellate annue da destinare alla produzione di carburanti e combustibili rinnovabili. 

Una bioraffineria unica nel suo genere

Il nuovo impianto sarà all'avanguardia e unico nel suo genere, almeno in Italia:  zero emissioni in aria, captazione completa della Co2 (da rivendere alle industrie che ne fanno uso) e dell'azoto. "Neanche la bioraffineria di Venezia può contare su un progetto così avanzato" il commento della Regione. 

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Rossi: "Favorevoli al nuovo impianto"

Il presidente della Regione Toscana ha sottolineato l'importanza di questo progetto: "Ci siamo detti subito favorevoli alla realizzazione del nuovo impianto per la produzione di biometanolo. Oggi in Toscana si producono due milioni e 200mila tonnellate di rifiuti ogni anno e la differenziata sfiora il 65%. Noi vogliamo arrivare all'80% entro il 2030 perché pensiamo che i rifiuti in Toscana si debbano diminuire". L'idea è quella di trasformare la spazzatura in combustibile solido secondario che potrebbe essere lavorato nel nuovo impianto di Livorno. Rossi poi ha parlato anche dell'inceneritore: "È un'idea del secolo scorso e del passato. Chi vuole guardare indietro dice inceneritore. Bruciare i rifiuti è anche molto costoso. Chi vuole guardare avanti, come noi in Toscana, segue gli sviluppi della ricerca e della scienza e pensa alla salute dell'ambiente e dei cittadini". 

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