Cronaca

Referendum sull'inceneritore, stop alla raccolta firme. L'attacco del comitato e la replica del sindaco

L'affondo dei promotori: "Consegnati moduli difformi che invaliderebbero la procedura. Una sconfitta per la democrazia". Salvetti: "Gli uffici hanno dato al comitato ripetute e puntuali risposte"

Niente da fare. Si chiude dopo poco più di un mese la raccolta firme che avrebbe potuto portare al referendum promosso dal comitato Oltre l'inceneritore. Un quesito nell'ambito del quale ai cittadini sarebbe stato chiesto di intraprendere azioni fondamentali per l'ambiente, creando posti di lavoro, evitando gli sprechi e, soprattutto, adottando tecnologie moderne che andassero verso l'esclusione dell'incenerimento dei rifiuti. A comunicare la decisione di chiudere la raccolta firme giovedì 3 giugno, è stato lo stesso comitato in una lettera inviata al sindaco Luca Salvetti.

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Una nota dove si fa riferimento a tre lettere spedite dai promotori al primo cittadino e rimaste, a quanto scrive il comitato, senza risposta. Lettere al cui interno si citavano la "difformità dei moduli consegnati per la raccolta firme", secondo quanto espresso dal comitato, e  "la dipendenza del Comune di Livorno dalla maggioranza del 60% di Reti Ambiente attuatrice di politiche fiorentinocentriche in materia di impianti per il trattamento dei rifiuti nella zona di Livorno".

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Atteggiamento, quello di non aver ottenuto risposta, che dunque ha fatto propendere il comitato a dire basta. "Abbiamo constatato bene durante gli incontri con lei ed alcuni suoi collaboratori - hanno scritto i responsabili del comitato nella lettera inviata al sindaco Salvetti - la sua personale propensione a favore del superamento della tecnica di incenerimento sia riguardo l’attuale impianto livornese sia riguardo il progetto Eni a Stagno, denominato falsamente bioraffineria. Tuttavia - hanno aggiunto -, è un fatto amaro prendere atto che non è seguita la reazione alla difformità dei moduli, che espone la raccolta alla pressoché certezza, di una contestazione giudiziaria della procedura di raccolta firme onde non far indire il referendum".

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Nella nota si rimprovera, oltre alla "non reazione", anche "l’inadempimento dello spontaneo impegno all’atto della notifica, secondo cui ci avrebbe fornito 4/5 nominativi di Consiglieri del Pd disponibili per l’autentica delle firme". E così "i moduli non a norma (che invalidano la procedura fatta), il silenzio e il rifiuto effettivo dei consiglieri della maggioranza (da noi contattati uno per uno) per l’autentica, rendono impraticabile una regolare campagna di raccolta firme". Per il comitato Oltre l'inceneritore il tutto si traduce in un "danno profondo al principio democratico di far esprimere i cittadini, una grossa sconfitta per la democrazia".  

Salvetti: "Il comitato ha sempre ottenuto risposta, non può essere questo il motivo della sospensione"

Non si è fatta troppo attendere la risposta del sindaco Luca Salvetti, che si è detto "sorpreso per la decisione del comitato di sospendere la raccolta di firme per il referendum, ma soprattutto per il il contenuto del loro comunicato in cui si imputa la loro scelta ad una mancata risposta del sindaco a loro comunicazioni". Salvetti infatti nella sua risposta spiega che le comunicazioni "facevano riferimento a procedure e problematiche di ordine burocratico-formale (nello specifico lamentavano di aver ricevuto i moduli per la raccolta senza numerazione dei fogli), quesiti ai quali il segretario generale e la struttura comunale avevano già fornito ripetute e puntuali risposte".

"Non sta infatti a un sindaco - aggiunge Salvetti -chiarire elementi relativi alle modalità con le quali possono essere raccolte firme per un referendum, tutte informazioni invece fornite ampiamente al comitato dall'ufficio comunale preposto, garantendo la piena correttezza della procedura in atto. Non può essere dunque questo il motivo per il quale il comitato ha deciso di sospendere la raccolta di firme".

"Sorprende - prosegue Salvetti - anche il riferimento al fatto che si dica che io avrei garantito al comitato dei nominativi di consiglieri del Pd disponibili per l’autentica delle firme, cosa che un sindaco non potrebbe mai fare perché ogni consigliere è libero e autonomo nelle proprie decisioni, e al massimo il sindaco può essere il 'notaio' di quello che decidono i cittadini con un referendum". Sindaco che poi ribadisce come sia nota e sia stata più volte illustrata la posizione dell'amministrazione rispetto al termovalorizzatore, al futuro dell'impiantistica e all'ingresso in RetiAmbiente. 

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