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Domenica, 21 Aprile 2024
Cronaca

Rimpatrio assistito, venti docenti del liceo Cecioni contro la circolare nelle scuole: "Contraria ai principi di inclusione"

La lettera degli insegnanti dell'istituto superiore: "Non capiamo il perché della sua diffusione, è antitetica ai valori qualsiasi comunità educativa. Stiamo con gli studenti che hanno protestato"

Dopo le proteste di studenti e sindacati, sono alcuni docenti del liceo Cecioin di Livorno a schierarsi contro la diffusione nelle scuole della circolare sul rimpatrio assistito, ovvero la misura che ha l'obiettivo di contenere e gestire i flussi migratori, favorendo il rimpatrio volontario assistito di quei cittadini che accettano di rientre al loro Paese d'origine. Una propaganda, secondo i collettivi studenteschi e le rappresentanze sindacali, non solo inopportuna ma "grave" in quanto promotrice di "politiche discriminatorie" e che non convince affatto anche una ventina di insegnanti del liceo di via Zola.

"Noi docenti del Liceo Statale Francesco Cecioni non ci stiamo - scrivono in una lettera firmata e inviata alla redazione di LivornoToday-. La richiesta di diffusione di un documento del ministero dell'Interno, il cui contenuto, relativo al progetto del rimpatrio volontario assistito, è antitetico rispetto ai valori di tutte le comunità educanti e, in particolare, ai principi di inclusione e apertura che caratterizzano il nostro Liceo, è stata inopportuna e infelice. La catena di eventi che ha portato alla pubblicazione sulla nostra bacheca della lettera del Prefetto, condivisa con docenti, famiglie e alunni, non ci è chiara, essendo che in tale lettera non figuravano, tra i destinatari, le istituzioni scolastiche. La circolare n. 8066 del Dipartimento per le Libertà Civili e l'Immigrazione cui fa riferimento la lettera non può nemmeno essere rintracciata sul sito web del Ministero dell'Interno, per cui dubitiamo che rientri nell'interesse del pubblico generale".

"In ogni caso - concludono i docenti -, ribadiamo con forza la nostra opposizione a qualsiasi forma di discriminazione e intolleranza, e il nostro desiderio di promuovere l'integrazione e l'inclusione di membri di qualsiasi comunità che, giungendo nella nostra città, hanno senz'altro trovato un'occasione di crescita e realizzazione personale; progetti di vita che noi vogliamo facilitare. Gli studenti, che hanno protestato contro la pubblicazione del documento, possono contare sul nostro appoggio. Siamo certi che, in futuro, l'ufficio scolastico provinciale avrà cura di non condividere e di non richiedere la diffusione di documenti di questa caratura nelle scuole, luoghi dove le comunità devono crearsi e non dissiparsi".

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