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Cronaca

Salumificio Sandri, la denuncia di Usb: "Fatturato da 56 milioni ma lavoratori pagati 5 euro/ora con contratti irregolari. Adesso basta"

La denuncia del sindacato Usb che annuncia lo sciopero per sabato 23 dicembre: "Solo 33 dipendenti regolari a fronte di 160 risorse, soprattutto donne, che lavorano con contratti delle pulizie. La situazione non è più tollerabile"

Una storia di 250 anni, un fatturato da 56 milioni di euro e una realtà che, nei territori della Bassa Val di Cecina e limitrofi, dà lavoro a circa160 persone tra dipendenti e lavoratori in appalto. Siamo a Montescudaio, in provincia di Pisa, dove si trova il capannone del Salumificio Sandri, azienda specializzata nella lavorazione e nel confezionamento delle carni di bovino e suino i cui prodotti per la grande distribuzione si trovano nei più importanti supermercati italiani. I numeri, quelli che si leggono anche attraverso una semplice visura camerale, certificano la solidità del marchio, ma non bastano a raccontare una situazione che ormai "è diventata insostenibile". A denunciarla, a partire da "contratti irregolari" e "stipendi da fame", è il sindacato Usb Livorno che, dopo la mobilitazione dei mesi scorsi e la ricerca di un dialogo con la committenza, ha proclamato un altro sciopero per sabato prossimo 23 dicembre. 

"La società 'artigiana' Salumificio Sandri che serve la grande distribuzione organizzata - dicono da Usb - ha dichiarato 56 milioni di euro di fatturato nel 2023. Per arrivare a queste cifre di fatturato, però, utilizza circa 130 lavoratori delle pulizie totalmente in appalto per la propria produzione a fronte di soli 33 dipendenti. Proprio così, 130 lavoratori, ma soprattutto lavoratrici, assunte con il contratto delle pulizie a 5 euro/ora che maneggiano, preparano, confezionano, la carne che poi viene inviata a Coop e Conad. Lavoratori e lavoratrici di ditte in appalto e assunti direttamente che lavorano fianco a fianco nei medesimi reparti con la stessa strumentazione".

"Quanto ancora bisogna aspettare perché qualcuno intervenga e imponga il rispetto delle regole? - si chiedono ancora da Usb - Queste lavoratrici dovrebbero essere tutte assunte direttamente dal salumificio Sandri ma soprattutto dovrebbero aver riconosciuto il contratto nazionale industria alimentare, ovvero il contratto di riferimento per questo tipo di attività. Per queste motivazioni, dopo aver preso atto che la committenza Sandri ha rifiutato anche la semplice proposta del sindacato di concedere aumenti salariali adeguati in attesa di intraprendere un percorso sindacale per arrivare ad una regolarizzazione generale, dopo aver inviato un esposto dettagliato alla procura della Repubblica, alla guardia di Finanza e all'Ispettorato del Lavoro, proclamiamo un nuovo sciopero per sabato 23 dicembre. Il regalo di Natale per le lavoratrici sono stipendi da fame? Noi rispondiamo con lo sciopero".

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